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Charles
Bukowski
(Andernach, Germania 1920 - San Pedro, California 1994)
Storie di ordinaria follia
raccolta di racconti dello scrittore americano Charles Bukowski (1920-1994),
pubblicata nel 1972.
In questi racconti autobiografici, l'autore ci presenta il suo mondo, retto
dalle regole del caso, privo di principi convenzionali, governato
principalmente dai sensi e dalla soddisfazione di questi, unico modo per
sentirsi vivo e non farsi distruggere dalla "menzogna" che domina su tutto.
Per sottrarsi al meccanismo meschino del potere e dei suoi "servi", e cioè
poliziotti, agenti dell'Fbi, controllori vari e burocrati, ma anche dal
cosiddetto buonsenso, dall'ideologia e dalla religione, B. lascia il lavoro
(a cinquant'anni), che considera un'inutile costrizione, e si procura da
vivere nei modi più disparati, per esempio scommettendo sui cavalli, deciso
a vivere fino in fondo l'unica vita che ha, senza permettere a niente e a
nessuno di indicargli la strada da seguire. Per la morale comune ovviamente,
che considera la competitività e il conformismo alla base del vivere sociale,
una vita vissuta come nelle pagine di Storie di ordinaria follia (e come
visse B.) è un fallimento. le Storie si svolgono tutte negli stessi ambienti:
bar, ospedali, carceri, la strada, luoghi che fanno da scenario a una
galleria di personaggi ai margini, ladri e barboni alcolizzati, falliti,
puttane, pugili suonati. Tra loro, il vecchio Hank, alter ego di B.,
personaggio a metà fra l'homeless e l'artista maledetto che non rinuncia mai
alle sue vere passioni, donne, alcol e scommesse. Storie di ordinaria follia
è la raccolta di racconti che ha rivelato il talento di uno dei più
importanti scrittori del '900 destinato a diventare "la voce" di una intera
umanità alla deriva.

Panino al
prosciutto
La Model-T con accensione a manovella corre sulle strade e per gli aranceti
di una Los Angeles priva di angeli e in piena depressione. Henry jr.
Chinasky, figlio di immigrati tedeschi e abitante delle periferie, si
prepara a raccogliere il duro bagaglio che la vita avrà da offrirgli: un
padre aggressivo; un nonno alcolizzato dal fiato fetido; uno zio puttaniere
ridotto su di un letto d’ospedale; pochi coetanei che scelgono la sua
compagnia poiché isolati, perseguitati o menomati; una vicina con cui
zittire le prime curiosità sessuali; i pochi pomeriggi passati a giocare a
baseball nel quartiere e i molti spesi a falciare perfettamente l’erba del
vialetto. Eppure tra questi ricordi taglienti, negli anni dell'acne che
cicatrizza il volto, Hank conosce le cure lenitive dell'alcool e della
biblioteca, i sapori del whisky e le righe di D. H. Lawrence. Infine, il
piacere della masturbazione praticata sognando madri, insegnati, infermiere
e donne adulte in genere...
Charles Bukowski rivela anche in questo romanzo la genialità e i modi
diretti che da sempre caratterizzano il suo stile. Infrangendo -
letteralmente - quasi sessanta capitoli in poco più di trecento pagine,
Charles ottiene delle istantanee che ritraggono momenti salienti della sua
infanzia, vissuta come un’acerba età adulta. Le narrazioni brevi e concise
alternano alla superficialità adolescente delle giornate di scuola
riflessioni dal gusto amaro sulla vita, l’istruzione, il lavoro, la politica
americana e le mancate opportunità della classe povera; un ammasso di
forzati perdenti a cui non è concessa possibilità alcuna: non resta che
arruolarsi in marina, lavorare nei bordelli di periferia oppure iscriversi a
dei corsi di giornalismo e tentare di fare lo scrittore alcolizzato.
Charles Bukowski
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