Pubblicato nel
1942
Personaggio narrante de "Lo
straniero" è Meursault, un modesto impiegato di Algeri
(strano personaggio senza curiosità, senza slanci,
insensibile, che vive alla giornata seguendo unicamente i
propri istinti. Convinto dell'assurdità dell'esistenza,
pensa che tutte le condizioni si valgano). Riceve un
telegramma che gli annuncia la morte della madre, ricoverata in un
ospizio per vecchi a Marengo. Parte per recarsi al funerale e, dopo
le noiose formalità, seppellisce la madre in una specie di
indifferenza abulica. Il giorno successivo, di ritorno a Algeri, va
a fare il bagno al porto. Riallaccia i rapporti con Marie Cardona,
una ragazza conosciuta molto tempo prima. Riprende indifferente il
lavoro e tutte le sue abitudini. Una domenica, invitato da Raymond
Santès, un vicino di casa, si reca fuori città. Sulla spiaggia
incontrano due arabi che da tempo seguono Raymond per vendicare una
sua antica amante, anche lei araba. Nella lite che ne segue Raymond
viene ferito. Più tardi Meursault ritrova per caso i due arabi. In
tasca ha una rivoltella. Uno degli arabi estrae il coltello, lui
accecato dal sole spara. Spara ancora quattro volte sul corpo inerte.
Segue l'arresto, l'istruttoria, il processo.
Molte sono le
testimonianze contro di lui, anche perchè alla morte della
propria madre egli ha dimostrato la massima indifferenza e
ci è stato interpretato come un segno di mostruosità morale.
Nel cercare di difendersi fornisce risposte e alibi
sconcertanti, il che convince i giudici della sua
colpevolezza. Viene quindi condannato a morte e paga così
con una fine ingiustificata la sua indifferenza al mondo.
La giuria lo condanna
alla ghigliottina. Nella cella dei condannati a morte Meursault
riceve, dopo averla rifiutata tre volte, la visita del cappellano.
Il colloquio si risolve in uno scontro: Meursault ha poco tempo da
vivere e non vuole sprecarlo con dio nel quale non crede. Ma quando
il cappellano esce, ritrova, nell'accettazione del suo destino
assurdo, una specie di pace.