Dopo
il definitivo trasferimento a Londra, nel 1938, Elias
Canetti dedicò vent'anni della sua vita all'analisi del
rapporto tra masse e potere, indagato in modo personalissimo
in un'opera monumentale, ai confini tra saggio e
letteratura, frutto di una sterminata erudizione e di
folgoranti intuizioni. Il successo tuttavia arrivò allo
scrittore con la sua autobiografia, il cui primo volume vide
la luce nel 1977.
"Il mio più
lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza
esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla
sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul
nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo
sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene
molto vicino, si ferma e mi dice: « Mostrami la lingua!». Io
tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne
estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi
sfiora la lingua. Dice: «Adesso gli tagliamo la lingua». Io
non oso ritirarla, l'uomo si fa sempre più vicino, ora
toccherà la lingua con la lama. All'ultimo momento ritira la
lama e dice: «Oggi no, domani». Richiude il coltellino con
un colpo secco e se lo ficca in tasca. Ogni mattina usciamo
dalla porta che dà sul rosso pianerottolo e subito compare
l'uomo sorridente che esce dall'altra porta. So benissimo
che cosa dirà e aspetto il suo ordine di mostrare la lingua.
So che me la taglierà e il mio timore aumenta sempre più.
Così comincia la giornata, e la cosa si ripete molte volte."
Elias
Canetti (Ruschuk, Bulgaria 1905 - Londra 1994)
Scrittore bulgaro, naturalizzato britannico nel 1952, di
lingua tedesca. Assurse a fama internazionale grazie a opere
incentrate sulle relazioni fra individuo e società. Canetti
nacque da una famiglia di ebrei sefarditi, la cui lingua
madre era il giudeo spagnolo. Nel 1911 si trasferì in
Inghilterra, poi a Vienna nel 1913, a Zurigo nel 1916 e a
Francoforte nel 1921. Nel 1924 tornò a Vienna, dove concluse
gli studi universitari; nel 1938 si stabilì definitivamente
in Gran Bretagna.
Il suo primo libro, Auto da fé (1936), fu anche il suo unico
romanzo, benché pensato come primo titolo di un innovativo
ciclo – la “Commedia umana dei folli” – in otto volumi: il
tema è il precipitare del protagonista, un intellettuale
ossessionato dall’ideale dell’ascesi, verso la follia
autodistruttiva. La pubblicazione del volume era stata
preceduta dalla stesura delle opere teatrali Le nozze
(pubblicata nel 1932) e La commedia della vanità (1934), e
al teatro Canetti sarebbe ritornato nel 1964 con Vite a
scadenza.
In seguito lo scrittore si dedicò anche alla storia, ai
libri di memorie, ai resoconti di viaggio e alla critica
letteraria. Massa e potere (1960), frutto di un impegnativo
lavoro storico e antropologico, cerca di individuare le
differenze tra la psicologia delle masse e la psicologia dei
singoli individui che le costituiscono, oltre a mostrare
l’interesse dell’autore per l’influenza esercitata dalle
emozioni sulla razionalità. I tre volumi di memorie La
lingua salvata (1977), Il frutto del fuoco (1980) e Il gioco
degli occhi (1985) coprono il periodo antecedente la seconda
guerra mondiale e ripercorrono la sua esistenza raminga
sullo sfondo del tramonto della civiltà mitteleuropea. Nel
1981 Canetti fu insignito del premio Nobel per la
letteratura.
La
lingua salvata
La lingua salvata è la storia della giovinezza di Elias
Canetti (Premio Nobel 1981), nato in Bulgaria da una
famiglia ebraica di origine spagnola.
Trascorsi i primi anni di vita fra giovani balie bulgare,
nonni autoritari e radicate tradizioni linguistiche, si
trasferisce in Inghilterra con la famiglia. Coltiva un
prezioso rapporto col padre, uomo dolce e idealista che
s’interrompe tragicamente con la morte dello stesso.
Responsabile morale del drammatico evento, la madre decide
di legarlo a sè, insegnandogli il tedesco, (la lingua
salvata del libro) che usava con l’amato nei discorsi
privati. Elias raccoglie l’eredità paterna e costruisce un
nuovo rapporto con la madre, fatto di letture classiche e
testi teatrali.
Nel lungo pellegrinare nell’Europa mitteleuropea, squassata
dalla prima guerra mondiale, approda prima a Vienna, dove
può constatare personalmente tutto ciò che la madre gli ha
raccontato della sua giovinezza e successivamente a Zurigo,
dove a seguito dei problemi di salute della madre, viene
sistemato in una convitto, nel quale inizia un’esistenza
fatta di privilegi, intellettuali ed economici. La madre lo
strapperà a questa realtà edulcorata, portandolo con sè,
nella Germania distrutta dalla guerra appena finita,
affinché si renda conto che la vita non è quella nella quale
si è crogiolato sin’ora.
Canetti scrive un libro intenso, che non perde mai il filo e
che racconta di un giovane che diventa uomo, attraverso
esperienze uniche per la sua età.