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Capitolo primo
Il romanzo
comincia nel passato, all'interno di una grotta dove vivono degli ominidi
ancora non in grado di sopravvivere alle difficoltà quotidiane del cibo e
degli attacchi di animali. Il protagonista è un ominide chiamato Guarda-la-Luna
che un mattino viene risvegliato come gli altri ominidi da uno strano suono,
un suono bellissimo che si propaga nell'aria. Egli esce dalla grotta per
cercare di comprendere cosa sia ciò che ode, e a poca distanza vede davanti
a sé un oggetto che non aveva mai visto, un monolite nero. Il primo timore
per l'oggetto estraneo si sopisce quando si accorge assieme agli altri che
il monolite non è in grado di fare del male, così si avvicina e lo tocca. Il
giorno dopo, cessato anche il suono l'oggetto è ancora lì, adesso non
infonde più timore a nessuno, anzi esso viene quasi ignorato. Ma è la sua
presenza a infondere in quegli ominidi una percezione nuova di sé, comandata
da un'oscuro messaggio mentale. Così quel gruppo di ominidi cominciò a fare
delle azioni apparentemente strane, come quella di prendere dell'erba e
intrecciarla, o di usare un bastone e batterlo contro gli oggetti. Lo stesso
comando proveniente da monolite spinse l'azione verso un uso migliore del
nuovo mezzo, quando subirnono un giorno l'attacco di una bestia, invece di
rifugiarsi nella grotta come sempre faceva Guarda-la-Luna decise di
affrontarla con il bastone. La bestia dopo essere balzata verso di lui fu
colpita ripetutamente con il bastone da Guarda-la-Luna, finendo col giacere
per terra priva di vita. A questa azione gli onimidi rivali che assistettero
alla scena si intimorirono per la presenza di un valoroso combattente che
riusciva a sconfiggere i predatori. Da quel giorno quindi essi non dovettero
più soffrire la fame, affinando le tecniche di caccia e scacciando i nemici.
Grazie a queste conquiste il monolite d'un tratto sparì...
Capitolo secondo
Il romanzo a
questo punto cambia epoca, spostandosi nel futuro. Il dottor Heywood Floyd
si accingeva ad abbandonare la Terra per un viaggio di trasferimento sulla
Luna. Dopo una lunga descrizione del volo, della raggiunta assenza di
gravità in orbita, all'interno di una stazione spaziale intermedia, e del
proseguo del viaggio con un'altra astronave diretta verso la Luna, il
romanzo comincia a soffermarsi sulle cause dell'oscuro viaggio. Il dottor
Floyd è stato richiamato sulla Luna per occuparsi del problema della
quarantena lunare. A fronte di cause non specificate fu ordinata la
quarantena per i viaggi lunari, la causa di questo blocco fu spiegata al
dottore a causa del ritrovamento di un monolite nero all'interno del cratere
Ticho. Il monolite fu scoperto a causa delle sue emissioni magnetiche, una
volta dissepolto da uno strato di terra lunare emise ulteriori segnali nel
momento stesso in cui fu scoperto dalla Terra: da quel momento nessun altro
segnale. Gli scienziati lunari scoprirono una possibile datazione di più di
tre milioni di anni, e una superficie di lavorazione del tutto perfetta. Le
caratteristiche del monolite hanno fatto pensare alla possibilità che
civiltà extraterrestri abbiano posto quel monolite "a guardia" sulla Luna,
essendo impossibile supporre un intervento umano così datato. Nel proseguire
gli studi si è scoperto che la direzione dei segnali emessi dal monolite era
orientata verso il satellite di Saturno, Giapeto.
Capitolo terzo
La
narrazione si sposta all'interno dell'astronave Discovery, partita dalla
Terra da appena trenta giorni. A bordo vi era un equipaggio di sei uomini,
quattro in stato di ibernazione e due: il dottor David Bowman e il dottor
Frank Poole, ad alternarsi nel comando della nave con turni di dodici ore.
Ma il vero controllore della missione è il computer di ultima generazione
Hal 9000. Questo calcolatore controllava l'intera nave e aiutava i due
astronauti nel raggiungimento della missione, ossia raggiungere Saturno e
successivamente il suo satellite Giapeto. Ma nel corso del viaggio Hal
accusa strani comportamenti, richiamando l'attenzione su una scheda
apparentemente guasta che aveva riposizionato erroneamente l'antenna
rispetto la Terra, facendo cadere le comunicazioni. Dopo un'attività
extraveicolare viene prelevata la scheda, ma all'analisi si rileva
funzionante. I due astronauti a questo punto si insospettiscono, e quando
avverrà per la seconda volta la medesima segnalazione avviene la tragedia.
Poole esce per tornare ad effettuare un controllo, ma muore nello spazio a
causa di un imprevisto comando omicida di Hal. Inoltre i ponti della nave
vengono depressurizzati dall'apertura dei portelli e gli altri scienziati
ibernati uccisi dal blocco volontario di Hal delle attività vitali. Bowman a
questo punto comprende che l'unica via di salvezza per lui è quella di
escludere Hal dai comandi della nave: ripristinata la pressurizzazione e
disattivato il computer centrale, ripristina le comunicazioni con la Terra.
Il viaggio così prosegue in solitaria verso Giapeto. Dalla Terra intanto
viene inviato un filmato in cui viene svelata la ragione del suo viaggio,
fino a quel momento ignota. Da Giapeto provengono il fascio di onde
elettromagnetiche che comunicano col monolite trovato sulla Luna.
Raggiunto Giapeto Bowman decide di uscire dall'astronave per avvicinarsi
alla superficie, ma si accorge della presenza di un monolite nero enorme per
dimensioni. A quel punto Bowman attratto dalla visione viene risucchiato da
un tunnel di luce che lo trasporta in un'altra dimensione, una porta delle
stelle che lo fa apparire in un angolo remoto della galassia. Davanti a sé
egli vede una stella doppia, poi la superficie di un pianeta che si avvicina
finché atterra ritrovandosi improvvisamente all'interno di una stanza in
stile vittoriano. Egli esce dal veicolo stupito, si toglie la tuta e osserva
la presenza di mobili e persino di un telefono. L'ambiente è una copia, un
falso posto probabilmente da creature intelligenti che osservano i
comportamenti dell'astronauta, pensa Bowman. Si addormenta nel letto, poi al
risveglio comincia a scorrere il suo tempo al contrario, rievocando tutti
gli eventi occorsi sino a tornare bambino... È qui che si chiude il romanzo
nell'interrogativo di ciò che è avvenuto e del significato degli eventi
occorsi all'astronauta.
Arthur
Charles Clarke
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