Emma
Romanzo
della scrittrice inglese Jane Austen (1775-1817)
Secondo le annotazioni della sorella Cassandra, il romanzo
fu iniziato il 21 gennaio 1814 e "terminato il 29 marzo
1815"; uscì all'inizio del 1816 con la dedica a sua altezza
reale il principe reggente, il futuro Giorgio IV. "Sceglierò
un'eroina che, tranne a me, non piacerà molto a nessuno"
aveva annunciato la scrittrice iniziando il romanzo, che la
critica è quasi concorde nel riconoscere il suo capolavoro e
l'opera più rappresentativa della sua scelta stilistica.
Nella tradizione del romanzo psicologico, aperta in
Inghilterra dal pragmatismo borghese di Samuel Richardson, e
ingentilita dalle storie femminili di Fanny Burney, Jane
Austen per prima ritrasse un tipo di personalità moderna,
una vita morale complessa e difficile, nell'ambito di un
ordine sociale che non intaccando l'individualità e
l'autonomia del carattere, conferisce significato alla sua
vicenda umana nella considerazione di sicure e visibili
realtà morali. Non la tentò l'indagine tecnica delle
possibilità implicite nel suo mezzo espressivo, esplorazione
comune ai grandi romanzieri settecenteschi, e nei suoi sei
romanzi la presenza del lettore è accettata sempre con
modestia responsabile ma non richiesta: senza la presunzione
di Samuel Richardson che suppone il lettore curioso e
impaziente tra i fogli del manoscritto di Pamela, la forza
distaccata e ribalda da fabulatore esperto di Henry
Fielding, la stravaganza stupita e la maniaca insistenza di
Laurence Sterne nel violarne le aspettative tradizionali, il
suo tema rimase la reazione di una coscienza all'interno di
un preciso ritratto di costume. Emma che in molte pagine
presenta una brillante anticipazione della tecnica del "punto
di vista", studiato con arte sottile e portato a risultati
perfetti dal romanziere angloamericano Henry James
(1843-1916), racconta la storia di un anno a Highbury, un
paese del Surrey, nel sud dell'Inghilterra: "Emma Woodhouse,
avvenente, intelligente e ricca, con una casa provvista di
ogni agio e un'indole felice, pareva riunire in sè alcuni
dei migliori vantaggi dell'esistenza ed era vissuta circa
ventuno anni nel mondo senza quasi conoscere dispiaceri o
contrarietà". Soddisfatta di sè, viziata dal padre, un
malato in gran parte immaginario, fermamente convinta di
essere stata la causa del matrimonio della sua buona
governante con il simpatico Weston e sicura che "il più gran
passatempo" sia combinare matrimoni, prende sotto la sua
protezione una ragazza sciocca e bellina, Enrichetta Smith,
di cui immagina nobilissimi gli ignoti genitori (si scoprirà
alla fine che è figlia illegittima di un bottegaio
arricchito). Incurante delle osservazioni del signor
Knightley, proprietario della non lontana tenuta di Donwell,
amico di famiglia e fratello di suo cognato, Emma persuade
Enrichetta a rifiutare l'offerta di matrimonio di un onesto
agricoltore, Roberto Martin, socialmente non adatto, e
incoraggia una sua infatuazione per il giovane vicario
Elton: "S'era già accertata che egli riteneva Enrichetta una
bella ragazza e questo, ella confidava, con sì frequenti
occasioni di incontrarsi a Hartfield forniva una base
sufficiente da parte di lui, e da parte di Enrichetta c'era
da dubitar poco che l'idea di esser scelta da lui avrebbe
avuto tutto il peso e l'effetto abituali in simili casi".
Interpretando le attenzioni di costui (che in realtà sono
rivolte a lei stessa) come destinate alla sua protetta, Emma
continua a elaborare il suo piano, bruscamente interrotto
dall'infelice dichiarazione d'amore che Elton, credendosi
incoraggiato, osa farle in carrozza al ritorno da una festa
per il Natale: "Se non ci fosse stata tanta collera, ci
sarebbe stato un imbarazzo disperato, ma le loro emozioni
rettilinee non lasciavano posto ai piccoli serpeggiamenti
dell'imbarazzo". Elton, deluso nelle sue aspirazioni amorose
e nelle sue ambizioni sociali, si reca a Bath, sede
riconosciuta nell'Inghilterra dell'epoca di un
frequentatissimo mercato matrimoniale, e si sposa con una
ragazza ricca anche se di recenti fortune e abbastanza bella,
che riporta trionfalmente in paese. Intanto arriva a
Highbury Frank Churchill, figlio di Weston e della prima
moglie; superficiale e compiaciuto dandy di provincia, non
trascura di recarsi a Londra per un taglio di capelli, e
tuttavia, dotato di una personalità brillante, sembra a Emma
il compagno adatto a un gioco amoroso tutto di sua
immaginazione. Ma poi le circostanze, soprattutto il suo
intervento contro una banda di zingari che molestano
Enrichetta, le fanno pensare che sarebbe un ottimo partito
per la sua protetta. Si scopre però che Frank è da tempo
segretamente fidanzato con Jane Fairfax, la giovane e bella
nipote di una zitella decaduta, che sembra destinata alla
triste professione della governante. Nuovo disappunto per
Emma che teme una seconda delusione di Enrichetta, pronta
però a sbigottirla rivelandole che il misterioso amore
altolocato a cui aveva alluso nelle confidenze con l'amica
era il signor Knightley. "Le attraversò la mente, con la
velocità di una freccia, l'idea che Mr. Knightley non doveva
sposare altro che lei stessa!" Svelato l'amore reciproco di
Emma e Knightley, consolata Enrichetta che accetta le
prosaiche profferte del suo primo corteggiatore, risolti gli
equivoci, a tutti concessa un'esatta dose di felicità.
Jane Austen