GRANDI AUTORI DELLA LETTERATURA MONDIALE

    

Johann Wolfgang Goethe


Faust - Notte di Walpurga

È una delle scene più famose del Faust, una fantasmagoria, in cui si riflettono credenze e superstizioni tedesche. Faust aveva chiesto a Mefistofele di spegnere il fuoco delle passioni nell'abisso dei sensi: e il diavolo lo accontenta, accompagnandolo a Walpurga.

Faust, Mefistofele, Fuoco Fatuo (con canto alterno) Siamo entrati, a quanto pare, nella sfera del sogno e dell'incanto. Guidaci bene e fatti onore! Così che possiamo arrivare in poco tempo nel vasto spazio deserto. Vedo passare alberi dietro alberi rapidi, e i macigni inchinarsi, e soffiare e russare i nasi delle rocce!

Tra i sassi e l'erba ruscello e ruscelletto s'affrettano a valle. Odo io un sussurro? Odo canzoni? Odo il lamento caro dell'amore, le voci di quei giorni di paradiso? Quel che speriamo? Quel che amiamo? Come una saga di antichi tempi, mi risponde l'eco.

Uhu! Schuhu! si sente più vicino. Civette, pavoncelle, ghiandaie, o che sono rimaste tutte sveglie? E son salamandre quelle nella macchia? Gambe lunghe e pance grosse! E le radici si torcon come serpi fuori dalla roccia e dalla rena. Lancian lacci mostruosi per spaventarci e pigliarci. Dai robusti e vivi nodi stendon tentacoli di polipo contro chi passa. Topi di mille colori a frotte, per i muschi e per la landa! Volan le lucciole in sciami serrati e fan scorta da smarrire.

Ma mi dici se stiam fermi o se invece camminiamo? Tutto tutto sembra rotare, e rocce e alberi fanno insieme le boccacce. Crescono e gonfiano i fuochi fatui!

Mefistofele Attàccati sodo al lembo del mio mantello: c'è una vetta qui nel mezzo, di dove si può vedere con meraviglia come Mammona arde su pel monte.

Faust Come strano riluce tra i burroni un torbido bagliore d'aurora! E giù lampeggia fin nelle gole profonde dell'abisso! Qui sale un vapore, là passan caligini, qui splende fiamma viva fra la foschia, ed ora avanza lenta come un tenue filo, ed ora rompe e sgorga come se fosse una fonte. Qui ella serpeggia lungo tratto in cento rami attraverso la valle; ma poi in quella stretta gola improvvisamente si disperde. Sprizzan scintille vicino a noi come rena d'oro che venga sparsa. E intanto, vedi, s'incendia per tutta la sua altezza la parete rocciosa!

Mefistofele Per questa festa non ha forse Mammona illuminato splendidamente il palazzo? Una fortuna che tu l'abbia potuto vedere! Già ne avverto gli ospiti frenetici.

Faust Come infuria per l'aria la raffica del vento! Con quale violenza mi flagella la nuca!

Mefistofele Devi tenerti ai costoni della roccia antica, se no, ti butta giù nel fondo di queste gole. La nebbia offusca la notte. Senti che schianti per le selve! Le civette svolazzan spaventate. Senti come si scheggian le colonne dei palazzi eternamente verdi! Qual gemere e frangersi di rami! Quale rombo poderoso di tronchi! Quale scricchiolare e spasimar di radici! Nel cadere confuso e spaventoso dell'uno sopra l'altro, tutto è un solo schianto; nei burroni ricolmi dei detriti fischiano ed urlano i venti. Senti le voci lassù in alto? Lontane, vicine? Sì: lungo tutto il monte selvaggiamente corre un canto di magìa!

Le Streghe (in coro)

Quando le streghe al Brocken se ne vanno,

la stoppia è gialla e verde il seminato;

a frotte si raccoglie il lor malanno,

e sire Urian sul trono s'è piantato.

E si cammina su per greppi e stecchi

e crepitan le streghe e puzzan becchi.

Voce La vecchia Baubo se ne viene sola a cavallo d'una troia.

Coro

Onore dunque, onore a chi gli spetta!

E avanti Monna Baubo, a tutti in testa!

Un bravo porco con mammana in vetta,

e dietro tutta la masnada in festa!

Voce Per quale via arrivi?

Voce A traverso l'Ilsenstein. Ho dato un'occhiata alla civetta nel suo nido; m'ha fatto certi occhiacci!

Voce Vattene all'inferno! Perché cavalchi così in fretta?

Voce M'ha scorticata! Guarda qui le ferite!

Streghe (in coro)

Larga è la strada ed è lungo il cammino.

Che ressa fa la gente sciagurata?

La forca punge e graffia la granata,

crepa la madre e soffoca il bambino!

Stregoni (semicoro)

Come chiocciole in guscio qui strisciamo,

tutte le donne avanti a noi teniamo.

Quando si va del diavolo alla danza,

sempre la donna mille passi avanza.

L'altro Mezzo Coro

Così al sottile no, presa non va!

Quei mille passi che ci dan vantaggio,

per fretta che si metta nel viaggio,

l'uomo d'un balzo sol fare li sa.

Voce (in alto) Venite, venite con noi dal Felsensee!

Voci (dal basso) Volentieri verremmo con voi su in alto; a forza di lavare, siamo tutti netti e lucenti, ma anche in eterno sterili!

I Due Cori

Il vento tace ed ogni stella fugge,

e il lume della luna si fa fioco;

sprizzan dal coro magico che rugge

a più migliaia le scintille in fuoco.

Voce (dal basso) Ferma! Ferma!

Voce (dall'alto) Chi chiama dalla fenditura della roccia?

Voce (in basso) Prendetemi con voi! Prendetemi con voi! Sono tre secoli che salgo, e non riesco a raggiungere la vetta. Starei volentieri coi miei pari.

I Due Cori

Qui porta la granata e insiem lo stecco,

ed il forcone porta e porta il becco.

Chi di salir la forza non si sente,

fin d'ora è un uom perduto eternamente!

Mezza Strega (in basso) Da tanto tempo vi seguo al trotto, e gli altri si sono già tanto allontanati! A casa mia non ho mai riposo, ed anche qui non riesco a spuntarla!

Coro Delle Streghe

Coraggio dà alle streghe un buon unguento,

e basta a lor per vela un cencio al vento.

Un trogolo lor serve al navigare:

o volar oggi, o non mai più volare!

I Due Cori

E quando giunti alla vetta saremo,

rasente terra tutti strisceremo.

Il suol calpesto in lungo e in largo sia,

dal vostro sciame di stregoneria!

Mefistofele Che ressa, che pigia pigia! Che brusìo, che scricchiolìo! Che fischi, che frulli! Che passa, che chiacchiericcio! Tutto sprazzo e sprizzo e puzzo e fuoco! Elemento vero di streghe. Solo, stringiti a me, se no siam subito divisi! O dove sei?

Faust (lontano) Qui!

Mefistofele Come? Già travolto laggiù? Farò uso allora del mio diritto di padron di casa! Largo! Il cavaliere Voland arriva. Largo! Cara canaglia, largo! Afferrami qui, dottore, e lascia ch'ora d'un balzo usciamo dalla calca. È roba troppo da pazzi perfino per uno come me! Laggiù non lontano qualche cosa brilla d'una luce tutta sua particolare; un non so che m'attira verso quei cespugli. Vieni, vieni, ci scivoleremo dentro!

Faust Spirito di contraddizione! Comunque andiamo! Conducimi pure. Però io sto pensando: bella saggezza davvero! Andare a giro sul Brocken la notte di Walpurga, per avere poi il piacere di appartarsi proprio qui!

Mefistofele Ma vedi un poco che fiamme variopinte! Hanno messo insieme un circolo spassoso. Tra poca gente non si è mai soli.

Faust Però avrei più caro di trovarmi lassù. Già io vedo vampa e vortice di fumo. La gente corre verso il Maligno: la soluzione di qualche enigma vi si dovrebbe pur trovare!

Mefistofele Ma anche qualche enigma nuovo vi si annoda! Lascia che il gran mondo faccia il suo baccanale: noi qui ci rincantucceremo in pace. È vecchia usanza tramandata, che nel gran mondo se ne formino dei piccoli. Vedo delle giovani streghette tutte nude e delle vecchie che si velan saviamente. Via, siate gentile, se non altro per farmi piacere! La fatica è piccola e il divertimento è grande. Sento suonare non so quali istrumenti. Maledetto stridore! Bisognerà abituarcisi. Vieni, vieni con me! Non c'è che fare: io m'avanzo e t'introduco. E ti rendo ancora una volta servizio. Che ne dici, amico? Non è uno spazio tanto piccolo! Non hai che a guardare: appena ne vedi la fine. Un centinaio di fuochi brillano tutti in fila. Si balla, si chiacchiera, si cucina, si beve e si fa all'amore. Dimmi te, dove si potrebbe trovare di meglio?

Faust Per introdurci in questo posto come ti vuoi presentare: da diavolo o da mago?

Mefistofele Veramente sono quasi sempre abituato a viaggiare in incognito. Ma quand'è giorno di gala si lascian vedere le decorazioni. L'ordine della giarrettiera non ce l'ho. Ma qui il piede di cavallo è tenuto in grande onore. La vedi codesta chiocciola? Avanza di striscio tastando con gli occhi: qualche cosa in me ha già fiutato. Anche se volessi, qui non potrei farla franca. Dunque vieni! Passeremo da fuoco a fuoco. Tu sarai lo sposo ed io il paraninfo.

[...]

Oggi tempo per il riposo non c'è. Ecco che il ballo ricomincia. Vieni dunque: buttiamoci!

Faust (ballando con la giovane)

In un bel sogno io vidi

un melo in un giardino:

due pomi vi lucevano,

e salii pian pianino.

La Bella

Lo so che i pomi amate

dai tempi del serpente;

che il mio giardin ne porti

ne godo immensamente!

Mefistofele (con la vecchia)

In brutto sogno io vidi

un albero spaccato.

Aveva un ...

e pur mi son spassato!

La Vecchia

Il cavalier saluto

dal piede di cavallo!

Tien pronto dunque ...

se non ti spiace il ballo!

...

Faust E poi ho veduto ...

Mefistofele Che cosa?

Faust Non la vedi laggiù una bella bambina pallida che se ne sta sola e lontana? Si sposta, ma pian piano. Cammina, mi sembra, coi piedi legati. Debbo confessarlo: somiglia, mi sembra, alla mia buona Margherita.

Mefistofele Lascia correre! Non è roba che porti bene a nessuno! Figura d'incantesimo, idolo senza vita! Non è buona cosa incontrarlo. Davanti ad uno sguardo fisso, il sangue umano si ghiaccia, e quasi ci si muta in pietra. Di Medusa hai di certo già sentito.

Faust A dir il vero, sono gli occhi d'un morto che una mano amica non ha chiuso! Ecco il petto che m'offrì Margherita, ecco la dolce persona di cui presi piacere!

Mefistofele Così è l'illusione magica, o povero pazzo facilmente sedotto! Ad ognuno essa appare in veste della sua bella.

Faust Quale delizia e insieme qual dolore! Da codesta vista non mi posso allontanare. Com'è strano che quel bel collo debba portare per ornamento un solo piccolo cordoncino rosso non più largo del dorso d'un coltello!

Mefistofele. Giustissimo! Lo vedo anch'io. Può anche portarsi la testa sotto il braccio, visto che Perseo gliel'ha tagliata via di netto ... Sempre codesto piacere di correr dietro alle nuvole! Ma avvicìnati a questa collinetta; qui la gente si diverte come al Prater. Se non hanno incantato anche me, vedo un vero teatro. Ehi, che si recita costà?

Servibilis Subito si ricomincia. Una novità, l'ultima delle sette: ché tante è qui costume di darne. L'ha scritta un dilettante e la recitano dei dilettanti. Scusate, signori, s'io me la batto. Per conto mio mi diletto di alzare il sipario!

Mefistofele Se vi trovo sul Blocksberg, mi par giusto. È un posto che vi spetta.

da: Il Faust di J. W. Goethe trad. di G. Manacorda - Milano, Mondadori, 1945



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