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Beppe Fenoglio: La paga del Sabato
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Beppe Fenoglio nasce in Piemonte, ad Alba, nel 1922. Dopo il liceo si
iscrive all’universita’ di Torino, alla facolta’ di lettere. Ma c’e’ la
guerra e nel 43 Fenoglio viene chiamato alle armi. Dopo l’8 settembre riesce
a tornare nelle Langhe dove si unisce ai partigiani. Alla fine della guerra
torna definitivamente ad Alba dove lavorera’ come corrispondente con
l’estero per una azienda vinicola. Muore a Torino nel 1963.
La vita contadina delle Langhe ma soprattutto la guerra e la sua esperienza
di partigiano sono i motivi che ispirano l’intera opera di Fenoglio. Un
interesse rivolto più ai risvolti esistenziali di queste esperienze che agli
aspetti politici e ideologici della guerra e della lotta di liberazione. I
suoi primi scritti sono proprio del '43 e del '44. E lui stesso dira' di se'
"A me basteranno le due date che sole contano e la qualifica di scrittore e
partigiano".
Nel '52 esce "I ventitre’ giorni della citta’ di Alba", nel '54 "La Malora",
nel '59 "Primavera di bellezza". Ma molti dei lavori di Fenoglio vengono
pubblicati dopo la sua morte. Tra questi "Un giorno di fuoco", "Il
partigiano Johnny", "La paga del sabato", "Appunti partigiani".
La paga del Sabato
"La paga del sabato" e' uno dei primi lavori di Beppe Fenoglio. Scritto
nell'immediato dopoguerra e' stato pubblicato dalla casa editrice Einaudi
solo nel 1969.
E' la storia del difficile ritorno alla vita degli ex partigiani che dopo
l'esperienza della guerra non riescono piu' ad integrarsi nella routine di
una vita "normale".
Ettore e' un ragazzo di ventidue anni che ha fatto la guerra, e' stato
partigiano. Tornato a casa si trova in un mondo che non riconosce piu', non
riesce a riprendere il filo della sua vita. Sua madre vuole che si trovi un
lavoro, un impiego, ma Ettore non puo'. Non e' piu' capace di pensare ad una
vita normale.
La guerra ne ha fatto un diverso, un disadattato. Si unisce ad altri come
lui, Bianco e Palmo, e con loro si ritrova ad operare in traffici illeciti.
Contrabbando ed estorsione. Con il tempo, a poco a poco, Ettore comincia a
pensare ad una vita diversa. Vuole sposare Vanda, la ragazza di cui e'
innamorato e che aspetta un figlio da lui. Con i soldi messi da parte
progetta di aprire una stazione di servizio, un lavoro onesto.
Ma non ci riuscira'. Un incidente, una manovra errata, Ettore muore
schiacciato da un camion.
L'incipit
Sulla tavola della cucina c'era una bottiglietta di linimento che suo padre
si dava ogni sera tornando su dalla bottega, un piatto sporco d'olio, la
scodella del sale... Ettore passò a guardare sua madre.
Stava a cucinare al gas, lui le guardò i fianchi sformati, i piedi piatti,
quando si chinava la sottana le si sollevava dietro mostrando i grossi
elastici subito sopra il ginocchio.
Ettore l'amava.
Ettore finì di fumare e gettò il mozzicone mirando il mucchietto di segatura
in terra vicino alla stufa. Ma cadde prima, accanto a un piede della madre.
Lei si inclinò a guardarlo e poi si raddrizzò davanti al gas.
Cos'hai guardato? - domandò lui con una voce pericolosa.
Non sapevo che cosa mi era caduto vicino. - Lei s'era sforzata di parlare da
indifferente.
Io la conosco bene quella tua maniera di guardare. Spegnilo! - Urlò.
La donna fissò il figlio tendendo la pelle della fronte, poi abbassò gli
occhi e calcò il piede sul mozzicone.
NEOREALISMO
IL PARTIGIANO JOHNNY
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