|
|
|
|
Bernard Le Bovier: Storia degli
oracoli - Conversazioni sulla pluralità dei mondi
|
Storia degli
oracoli
Opera dello scrittore francese Bernard Le Bovier, signore di Fontenelle
(1657-1757), scritta nel 1687 e ispirata dal trattato in lingua latina del
dotto olandese Van Dale, De oraculis veterum ethnicorum.
Molti cristiani ritenevano che la venuta del Messia fosse stata
preannunciata già da alcuni oracoli pagani, i quali dovevano cessare con la
venuta del Cristo sulla terra; Fontenelle sostiene invece che non solo gli
oracoli erano continuati per 400 anni dopo la venuta di Gesù, fino a quando
cioè le loro falsità furono abbattute dal progresso della filosofia, ma
anche che non era ammissibile sostenere le verità della fede con gli
strumenti dell'idolatria. I cristiani ingannati hanno dunque supposto che
gli oracoli fossero ispirati dai demoni: questo è un errore, dice Fontenelle,
perchè essi non sono altro che il frutto dell'ignoranza e dell'incapacità
degli antichi di verificare fenomeni di difficile interpretazione
scientifica. Per dimostrare tutto questo Fontenelle conduce uno studio
oggettivo dei fatti e una critica delle testimonianze, concludendo che
l'errore in cui tanti erano caduti era stato alimentato soprattutto da parte
dell'antica classe sacerdotale che sbalordiva in siffatto modo la credulità
dei fedeli. L'impressione che scaturisce dalla lettura del libro è che tutto
quanto concerne il meraviglioso deve lasciare il posto a un serio controllo
dei fatti. Fontenelle attacca senza strepito non solamente gli oracoli
pagani, ma ogni profezia, ogni rivelazione, ogni miracolo, perchè ritiene
accettabili solo i fatti già criticati dalla ragione, che è il giudice
supremo della verità. Questa critica della fede degli antichi ai loro
oracoli è il primo esempio di quelle che saranno le critiche degli
illuministi alle religioni rivelate.
Le
religioni
Conversazioni sulla pluralità
dei mondi
Opera divulgativa dello scrittore francese Bernard Le Bouvier, signore di
Fontenelle (1657-1757), pubblicata nel 1686.
L'autore si propone di spiegare in modo semplice e piacevole le leggi
dell'astronomia ai profani. A tale scopo immagina di passeggiare una sera in
un parco con una bella marchesa; la conversazione cade sulla bellezza della
notte e sulle stelle, e Fontenelle, senza venir meno a un tono garbato e
galante, parla alla dama dei sistemi cosmici, delle stelle, dei pianeti,
della luna, della terra, alla luce dei progressi che la scienza ha
registrato nel suo secolo. L'opera ebbe molto successo: essa unisce al
pregio della chiarezza e della razionalità scientifica quello della
semplicità e della leggerezza di tono. "Questo libro fu il primo esempio
dell'arte delicata di spandere grazie anche sulla filosofia" (Voltaire).
|
|
|
|