Leo Frobenius
(Berlino 1873 - Biganzolo, Verbania, 1938).
Etnologo
ed esploratore tedesco. Fu uno dei maggiori studiosi della
storia dell'Africa e dei costumi delle sue popolazioni.
Nel 1932 cominciò a insegnare antropologia culturale
all'Università di Francoforte sul Meno; dal 1934 in poi
diresse il Museo Nazionale di Etnologia della stessa città.
Frobenius fu il primo a proporre la teoria dei “cicli
culturali” per spiegare l'evoluzione e la diffusione delle
diverse culture umane. La sua teoria, peraltro controversa,
paragonava l'evoluzione culturale alla vita umana,
identificandovi una fase giovanile, caratterizzata dal
coinvolgimento emotivo (Ergriffenheit), una fase di
maturità, caratterizzata dall'espressione (Ausdruck) e una
fase di senescenza, caratterizzata dall'applicazione
(Anwendung). Negli anni compresi fra il 1904 e il 1935,
Frobenius condusse diverse spedizioni in Europa e in Africa,
al fine di studiare i grandi centri dell'arte preistorica,
di cui era un profondo conoscitore. Lasciò numerosi scritti,
fra cui Probleme der Kultur (1899-1901).
Fiabe
del Kordofan
Fra il 1921 e il 1928 il grande antropologo Leo Frobenius
pubblicò, con il titolo "Atlantis", un'opera sterminata in
più volumi che rimarrà il vero tesoro narrativo delle
civiltà africane. E una delle regioni più affascinanti di
questo universo di storie è costituito dalla "Fiabe del
Kordofan", che Forbenius apprese nel 1912 da alcuni
cammellieri di El Obeid, nel Sudan, e tascrisse mantenendo
felicemente il passo e la vivezza della narrazione orale.
Qui vediamo affiorare, insieme a personaggi e temi
ricorrenti della novellistica di ogni paese, credenze
magiche o usi appartenenti a cicli cilturali delle età più
remote, teocratiche e matriarcali. E sulla soglia di questa
raccolta apparirà la favola che è il presupposto di tutte le
altre: le leggenda della rovina di Kasch, regno fondato sul
sacrificio periodico del re, dove l'arte del racconto,
introdotta dallo straniero Far-li-mas, mostrerà di avere la
forza di sabotare l'ordine esistente e di salvare così la
vita del re, di sua sorella e del narratore stesso,
analogamente a ciò che avviene nella cornice delle
"Mille e una notte", con cui queste "Fiabe
del Kordofan" rivelano sorprendenti affinità.