Riassunti di libri

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Andrè Gide (Parigi 1869 - 1951) : I falsari - La sinfonia pastorale

Scrittore francese. Inquieto e contraddittorio, tradusse nelle opere i conflitti del suo tempo, vissuti in prima persona e spesso presentati come confessioni autobiografiche. Viaggi in Algeria, Cong, URSS. Nobel per la letteratura nel 1947. Paludi (1895); I nutrimenti terrestri (1897); L'Immoralista (1902); Journal (1889-1949). Saggi: Dostoevskij (1923); Essai sur Montaigne (1929).

Fu convinto che il comunismo fosse l'unico sistema sociale augurabile ma, dopo il suo viaggio in Unione Sovietica nel 1936, sconfessò pienamente le sue idee. Il confronto con la realtà sovietica fu impietoso; a dargli fastidio non fu solamente la bassezza del livello di vita, le miserrime paghe degli operai, la burocrazia oppressiva, il servilismo dilagante, le migliaia di deportati ma soprattutto il fatto che il paese del "socialismo reale" avesse etichettato l'omosessualità un "vizio borghese". Si dice che i sovietici, per farsi belli davanti a colui che avrebbe potuto testimoniare la grandezza della nazione di fronte all'Occidente, abbiano procurato, in maniera più o meno evidente, a Gide ed al suo amante Pierre Herbart alcuni splendidi ragazzi russi, con i quali i due vissero molte avventure; lo scrittore però non cadde nella trappola, rimanendo anzi colpito dalla durezza, addirittura superiore a quella dell'Inghilterra vittoriana, con cui il codice penale sovietico condannava l'omosessualità. Cercò anche di incontrare Stalin, ma questi si rifiutò di riceverlo. Così, nel 1937 dette alla stampe il celebre Ritorno dalla U.R.S.S., che segnò la fine dell'esaltazione del comunismo, con buona pace dei tanti infastiditi da posizioni tanto radicali, sia pure in un contesto di intellettuali per lo più votati a sinistra.

Furono in molti a non perdonare allo scrittore, l'ostentazione della propria omosessualità. In particolare, con lui furono durissimi gli scrittori cattolici, come François Mauriac o Paul Claudel. Quest'ultimo arrivò a dire che sul suo volto c'era "il marchio incancellabile del suo vizio", dal quale tuttavia sarebbe potuto "guarire", e che l'affetto che nutriva per lui si mischiava ad un orrore sicuramente legittimo. Né poterono far niente le giustificazioni dello scrittore, il quale gli confessò che "Io non ho scelto di essere così. Posso lottare contro i miei desideri, posso trionfare su di essi; ma io non posso né scegliere l'oggetto di questi desideri né inventarmene altri, su ordine o per imitazione". In seguito, Claudel arrivò a paragonarlo a Socrate, in quanto "avvelenatore dei giovani", o addirittura a Lucifero in persona.


I falsari (Les faux - monnayeurs)
Questo famoso "romanzo sul romanzo" (pubblicato nel 1925) adombra anche alcune vicende personali dell'autore.

E' la prima opera di Gide definibile "romanzo", con una vera e complessa trama: sia dal punto di vista delle "vicende" del soggetto o intrigo, sia dal punto di vista della trama morale. E' la storia di appartenenti alla giovane generazione, delle loro cadute e della loro conquista (almeno da parte di alcuni) della moralità autentica. Le figure principali sono lo scrittore Edoardo, che protegge Oliviero e lo salva dall'ambigua influenza del conte di Passavant (un ricco omosessuale che, con il pretesto di fondare riviste letterarie, cerca di attirare i giovani) e Bernardo Profitendieu, il quale per ribellione (saputo anche di non essere figlio di colui che riteneva suo padre) lascia la famiglia e dopo una lunga serie di vicende, fortificato nello spirito e anche grato alla nobile figura del patrigno, ritorna. All'interno di questo quadrilatero, di cui il vertice negativo è rappresentato dal Passavant, si attuano le esperienze di molti giovani (fra cui alcune terribili, che porteranno per esempio il fratello di Oliviero, Vincenzo, a uccidere in Africa la donna amata, Lilian, anch'essa corrotta come la sua prima amante, Laura Vedel Azais). Il titolo I falsari è simbolico, è il titolo del "romanzo" che Edoardo sta scrivendo: la presenza di questa banda "letteraria" di falsari coincide con una vera banda di falsari (in effetti anch'essa virtuale, perchè fa parte del romanzo di Gide, ma c'è un rapporto di livelli tra la banda di Gide e la banda di Edoardo). La "vera" banda formata da ragazzi, si trasforma in una specie di associazione a delinquere, nella quale sono implicati molti personaggi. La struttura del romanzo, nella sua complicata composizione, è interessante e singolare, e serve a dipanare il tema di fondo, la rivelazione della responsabilità morale e spirituale degli uomini.

"I falsari" è un atto d'accusa nei confronti della letteratura per la mancanza di coraggio, per lo scarso approfondimento, per l'oscura coscienza, per essere complice nella costruzione della menzogna sociale, dello psicologismo facile e assolutorio. Un'autentica aggressione al romanzo come genere, che l'autore sviluppa all'interno di un romanzo che non sarà mai superato per rigore e audacia.
Questo libro, rimane un testo fondamentale per capire la Francia di ieri, ma anche l'intera Europa che è poi scomparsa nel fuoco dell'ultimo grande conflitto.



La sinfonia pastorale (La symphonie pastorale)
Racconto dello scrittore francese pubblicato nel 1919.

La giovane Geltrude, orfana e cieca dalla nascita, viene ospitata dalla famiglia di un pastore protestante, il quale si preoccupa della sua educazione e preparazione religiosa. La moglie e il figlio del pastore, Giacomo, si rendono conto che l'affetto del pastore per Geltrude non è del tutto puro, mentre questi, che è sensibile, anelante alla santità e ingenuo, non vede alcun male nei propri sentimenti che considera paterni. Anche Giacomo ama Geltrude ed entra in contrasto con il padre pure sul piano religioso. Questi dapprima è sdegnato dalle insinuazioni che vengono fatte, ma finisce con l'analizzare il proprio sentimento e si tormenta, lottando poi disperatamente contro le proprie tentazioni. Il suo turbamento aumenta quando si presenta la possibilità che Geltrude riacquisti la vista se sottoposta a un intervento chirurgico. La giovane parte e rimane assente per un mese. Ritorna guarita e si uccide gettandosi nella gora del mulino. Prima di morire però confessa al pastore che Giacomo l'ha convertita al cattolicesimo e che ha scelto la morte perchè, ritrovata la vista, si è resa conto di come, divisa tra l'affetto per Giacomo e quello per il suo maestro, sarebbe stata la protagonista di un dramma. Il racconto, scritto sotto forma di diario del pastore, si conclude con l'ingresso di Giacomo in un convento. Nella descrizione della lotta interiore del grave e austero uomo di chiesa ritroviamo il travaglio spirituale dell'autore, la sua penetrante analisi del puritanesimo. Bella, istruita, protetta dalla virtù e dall'innocenza, Geltrude ha gia in sè un vero cuore di donna. Benchè i suoi occhi non siano aperti sul mondo (ma lo saranno), conosce già inconsciamente le leggi e le verità della vita, e anche in lei la riconoscenza e l'affetto si sono trasformati in amore. L'opera, che va collegata a L'immoraliste (L'immoralista) e a La porte ètroite (La porta stretta) è pervasa da un profondo senso di umanità; è di una purezza quasi classica, che l'ha situata nella grande tradizione del romanzo francese.