Goffredo di Monmouth
(Monmouth 1100 ca. - Saint Asaph, Galles 1154 ca.).
Storico ed ecclesiastico anglosassone. Autore di una Historia regum Britanniae
in 12 libri, opera che si prefiggeva di raccontare la vita dei re partendo da
Bruto, mitico progenitore dei britanni, fino a Caedwalla, re del Galles del
Nord, che regnò tra il 625 e il 634.
Con la sua opera Goffredo si guadagnò il favore di Robert, conte di Gloucester,
grazie al quale fu nominato arcidiacono di Llandaff intorno al 1140 e vescovo di
Saint Asaph nel 1152.
Historia Regum Britanniae

Un'opera narrativa importante per tutta la letteratura occidentale, scritta nel
1137-1147 in latino dal vescovo Goffredo di Monmouth.
La storia si basa sugli scritti dei primi cronisti britannici Gildas e Nennius e
su narrazioni popolari, ma contiene anche materiale leggendario e fantastico.
L'"Historia Regum Britanniae" narra in dodici libri le gesta dei re dei
Britanni, discendenti da Bruto, pronipote di Enea, che si insedia nell'isola
dopo averla conquistata. Tra eroi leggendari, viaggi epici, lotte contro
giganti, i primordi della Britannia vengono ricollegati ai miti del mondo
classico latino. Alle lotte ed alle guerre delle dinastie dei primi secoli
dell'era cristiana segue la favolosa figura di Artù
che con i suoi cavalieri crea regno di splendore ineguagliabile. Solo il
tradimento di Ginevra e Mordredo ferma la sua marcia di conquista verso Roma. La
potenza dei Britanni conosce poi un periodo di inarrestabile declino, in seguito
alle invasioni di Sassoni, Angli, Danesi, Norvegesi. Ma nell'Armorica, cioè in
Bretagna, dove un gruppo di scampati ha trovato rifugio, un ceppo britannico
conserva l'antica virtù e dignità: da qui partirà la riscossa e riconquista
dell'isola. L"Historia Regum Britanniae" ebbe un grande successo; copiata in
numerosi manoscritti e tradotta da Robert Wace nel 1155 in versi francesi ( Il
libro di Goffredo di Monmouth, fu tradotto in francese nel 1155 dal normanno
Wace e solo nel 1205 apparve in versione inglese a opera di Laymon), costituisce
una delle fonti del romanzo bretone. "I Detti di Merlino", il secondo testo che
viene presentato e la cui attribuzione a Goffredo è stata piuttosto controversa,
furono composti tra il 1150 e il 1151; in essi si narra di un giovane principe
che, sconvolto dagli orrori di una battaglia, visse a lungo nella foresta, tra
fiere e animali, e di come conquistò e poi perse il dono della profezia. E' il
testo più antico in cui compare il magico personaggio di Merlino.