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Menis Kumandareas
La maglia numero nove
Il campionato europeo di calcio
è appena terminato, e il responso è stato piuttosto bizzarro e inaspettato:
alzi la mano chi si aspettava la vittoria della Grecia e una disfatta così
clamorosa delle compagini più blasonate del Vecchio continente. Ma i greci,
oltre ad aver dimostrato di saperlo giocare, il calcio lo sanno anche
raccontare. Kumandareas ci porta nelle curve degli stadi ellenici a
respirare un calcio ancora intriso di passione popolare, genuino nel suo
essere sport.
L’ascesa
folgorante e il declino inesorabile di Bill, la “maglia numero nove”, il
bomber, l’idolo della curva.
Sullo sfondo di metropoli e città di provincia, alberghi di lusso e bar di
quart’ordine, campetti di periferia e stadi colmi di tifosi, amori e
sconfitte, Bill affronta come un derby la gara della vita.
Il gioco è la sfida della gioventù, una fiamma che divampa e si dissipa in
un lampo, in uno slancio cieco e disperato, non privo di una sua tragica
grandezza.
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Menis Kumandareas
La maglia numero nove
trad. di Paolo Bellotti
pp. 246, € 14,00
2003
ISBN 88-8306-122-5
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Notizie sull’autore:
Menis Kumandareas è nato ad Atene, dove è sempre vissuto. Gran
parte delle sue opere – da I flipper (1962) a La maglia numero
9 (1986) – sono incentrate sui problemi e i rapporti degli ateniesi con
la loro città. Tra gli altri suoi romanzi più significativi si ricordano
La vetreria (1975), Premio nazionale per la narrativa, La signora
Kula (1978), Serafini e cherubini (1981), Il bel capitano
(1982), La banda dell’arpa (1993), Ricordo Maria (1994),
Il loro profumo mi fa piangere (1996, in questa collana, Aristea 9)
e Il giorno per scrivere e la notte per il corpo (1999). Ha
tradotto in greco Hesse, McCullers,
Buchner,
Melville,
Hemingway,
Poe e
Fitzgerald. Da alcune sue opere sono stati tratti film e sceneggiati
televisivi. È stato tradotto in russo, tedesco, francese, inglese e turco.
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