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Alexis Pansèlinos
Zaìda o Il cammello sulle nevi
Nel
1791 Gottlieb Pertl, il maggior musicista austriaco del XVIII secolo,
oppresso dai debiti e assetato di rapporti umani più autentici, mette in
scena la propria morte, assiste al proprio funerale e fugge in Italia, dove
assume il nome di Crisòstomo Mazzarini. L’unico contatto con la sua vita
precedente sono le lettere che invia regolarmente alla cognata Sofì. Dopo
alcuni anni trascorsi in Italia, mentre l’Europa è sconvolta dalla bufera
napoleonica e dalle nuove idee libertarie, Crisòstomo si imbarca per le
isole ionie. A Corfù stringe amicizia con il conte Andrea Roilòs – in cui è
adombrata la figura di Dionisio Solomòs, il maggior poeta della Grecia
moderna. Dal microcosmo di Corfù, divenuto ormai instabile e pericoloso,
Crisòstomo e Andrea partono per la Grecia continentale, dove stanno nascendo
i primi germogli della Rivoluzione greca e dove tra l’altro si imbatteranno
in Alì pascià, il sanguinario tiranno dell’Epiro. L’incontro tra Crisòstomo
e Andrea, artisti diversi ma accomunati da un’invincibile tensione verso
l’assoluto, assume i connotati di un evento fatale e definitivo, che li
conduce a una nuova consapevolezza, a una inattesa e feconda metamorfosi
artistica e spirituale. Zaìda è un’opera dalla struttura mutevole e
aperta, che si contrae e si espande incessantemente toccando generi diversi:
dal romanzo storico a quello epistolare, dal saggio estetico e di critica
letteraria alla biografia sui generis, dalla novella di sapore boccaccesco
al melodramma. È la cronaca dell’incontro-scontro tra due mondi, tra due
culture inconciliabili che, come dice Gottlieb/Crisòstomo, “possono solo
guardarsi da lontano”, ma che nell’ansia di libertà trovano un’occasione di
dialogo. L’aspetto finale di questo libro fatto di altri libri, di questa
invenzione romanzesca che ha l’ambizione di essere più storica della
Storia,
è quello di un mosaico policromo di personalità, di luoghi e vicende che nel
moltiplicarsi dei tasselli trova le ragioni più profonde della sua unità.
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Alexis Pansèlinos
Zaìda
trad. di Massimo Cazzulo
pp. 418, € 16,00
1999
ISBN 88-8306-013-X
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Notizie sull’autore:
Alexis Pansèlinos è
nato nel 1943 ad Atene. Ha studiato Giurisprudenza e ha esercitato la
professione di avvocato. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi su riviste.
Come narratore ha debuttato nel 1982 con le novelle Storie con cani.
Il suo primo romanzo, Il grande corteo (1985), è stato tradotto in
francese. Nel 1991 ha pubblicato Sere di balletto e nel 1996
Zaìda o Il cammello sulle nevi. Ha tradotto Il prigioniero di Zenda
di Anthony Hope e Mozart in viaggio per Praga |