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Emmanuìl Roidis
La Papessa Giovanna
Alla
metà del IX secolo, una donna travestita da frate sale sul soglio di Pietro:
giunge a Roma dopo anni trascorsi assieme al suo giovane amante nei conventi
della Germania, della Provenza e della Grecia. Fin qui la leggenda (antica,
ma non troppo). L’ingegno e l’erudizione mordace di Roidis traggono dalla
vicenda uno straordinario affresco dei secoli bui, un capolavoro – più volte
imitato, mai uguagliato – che coniuga un’accurata documentazione storica con
una verve narrativa che ricorda
Byron e
Voltaire.
L'opera mette a contributo la nota leggenda, diffusa dalla
Chronica universalis Mettensis e da altri cronisti medievali nonché dal
teatro edificante (Il mistero di Frau
Jutten), della papessa Giovanna, una donna che sotto abiti maschili avrebbe
occupato la cattedra di san Pietro. Rimasta orfana a sedici anni, Giovanna, che
il romanziere greco fa nascere in Sassonia, si ritira in un convento di suore,
dove fa la conoscenza del focoso monaco Frumenzio, il quale dopo lunghe
peripezie la porta ad Atene sulle pendici dell'Imetto, dove i due trascorrono
molti anni in santo romitaggio. Giovanna viene presto in fama per la sua
dottrina teologica, raccogliendo nell'ambiente ecclesiastico buon numero di
ammiratori e di... adoratori. Un bel giorno Giovanna abbandona il povero
Frumenzio e s'imbarca sopra una nave italiana che la trasporta a Roma. Qua,
sotto le vesti di "Padre Giovanni", è nominata segretario di papa Leone, alla
morte del quale è chiamata a succedergli sul trono di san Pietro. La storia ha
una fine che è tragica e insieme comica, suggerita dalla maligna fantasia dei
cronisti medievali, già in precedenza sfruttata dai protestanti e da G.B. Casti
in una delle sue Novelle. Anche sotto il paludamento delle vesti
pontificali la fragilità del sesso, a lungo contenuta, si fa sentire, e Giovanna
rivela il suo segreto a uno dei camerieri, fintantoché muore in conseguenza di
un parto prematuro, sopraggiunto durante una processione solenne. La leggenda è
in realtà poco più che un pretesto e un appiglio all'estro satirico dello
scrittore, il quale si è compiaciuto di rievocare la vita ingenua e insieme
corrotta dell'Europa cristiana nell'alto Medioevo (sec. IX) per farsi egualmente
beffe dell'oriente greco come dell'occidente latino. Per lo scetticismo,
l'arguzia e il gusto dell'erudizione il Roldis della Papessa Giovanna appare un
volteriano in ritardo, o un precursore greco di Anatole France.
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Emmanuìl Roidis
La Papessa Giovanna
trad. di Filippomaria Pontani
pp. 216, € 13,50
2003
ISBN 88-8306-113-6
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Notizie
sull’autore:
Emmanuìl Roidis (Siros, 1836 - Atene, 1904) è tra i protagonisti della
rinascita delle lettere greche dell’Ottocento. Giornalista, fu fondatore e
direttore della rivista satirica “Asmodeos”, direttore della Biblioteca
Nazionale, acuto critico letterario e autore di racconti, raccolti nel
volume Novelle di Siros. Fervido sostenitore della lingua popolare
(dimotikì), di fatto, nei suoi scritti, rimase fedele alla lingua epurata (katharèvusa).
In questa scrisse la sua opera più nota, La Papessa Giovanna,
pubblicata nel 1866, che suscitò accese polemiche per il suo tono ironico e
dissacrante. Il romanzo riscosse uno straordinario successo editoriale e lo
rese famoso nel mondo. |