Knut Hamsun
Fu uno dei maggiori autori norvegesi e vincitore del Premio
Nobel per la letteratura nel 1920.
Fame
Romanzo dello scrittore norvegese Knut Hamsun (1859-1952),
edito nel 1900.
Si tratta di un romanzo di argomento autobiografico, che a
suo tempo fu assai noto e anche favorevolmente giudicato, ma
che oggi risulta invecchiato e artisticamente assai debole.
Il protagonista ha molte speranze e niente soldi. Gira per
Oslo (che allora si chiamava ancora Cristiania) in cerca di
lavoro: deve adattarsi ai mestieri più umili; non potendo
pagare la pensione viene gettato fuori, passa le notti sul
lastrico. Riesce finalmente a farsi pubblicare un articolo e
così per qualche giorno pu mangiare e pagarsi un letto. In
questa vita difficile non disdegna, data l'età, qualche
avventura femminile. Ma è certo che la città, la sua patria,
gli sono, per il momento, ostili e non riesce a "sfondare"
come scrittore o giornalista. Perciò si imbarca come
marinaio su una nave russa.
Pan
Romanzo dello scrittore norvegese Knut Hamsun (1859-1952),
pubblicato nel 1904.
In quasi tutta la sua produzione letteraria, Hamsun pone la
natura contro la civiltà moderna. La natura, è stato detto,
è il dio di Hamsun. Il protagonista Glahn ama Edvarda ed è
riamato, ma basta pochissimo perchè avvenga la catastrofe e
la rottura. Le controversie nascono nella società cosiddetta
moderna; come rimedio Hamsun prescrive un ritorno
rousseaniano o romantico alla natura, vista come il
contrapposto della civiltà, come nemica della scienza e
dell'arte. Gli eletti del dio hamsuniano sono per esempio
tipi aristocratici e generosi come Glahn, il figlio dello
Spirito. Il credo di Hamsun ha, però, tendenze al retorico e
all'irrazionale. Lo stile pieno di splendore a volte cerca
di nascondere - invano - una certa ricerca del sensazionale
e del sorprendente, perfino dell'eccentrico. Ci sono
comunque pagine in cui il senso panteistico della natura
raggiunge una notevole intensità lirica. "Spirito visibile"
e "natura invisibile" - come si esprime Schelling - si
identificano e si compenetrano in equilibrio perfetto.
Tramite la natura l'uomo riesce a intendere il senso
profondo della vita. Tutto diventa un elogio alla natura
selvaggia e vergine del Nord, dove "il sole tuffa il suo
disco nel mare e subito riemerge, rutilante, rinnovellato".
La vita è piena di estasi, quasi di misticismo: "Brindiamo,
uomini e animali, alla notte solitaria nelle selve, nelle
selve! Brindiamo alla tenebra e al murmure di Dio fra gli
alberi, alla dolce semplice armonia del silenzio, alle
foglie verdi e alle foglie gialle ... benedetta la vita e la
terra e il cielo".