Riassunti di libri

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Ernest Hemingway (1898-1961) : Per chi suona la campana (For whom the bell tolls).

Pubblicato nel 1940

E' forse il romanzo più popolare di Hemingway: segna il ritorno dello scrittore a una problematica meno privata ed evasiva di quella trattata in Morte nel pomeriggio e Verdi colline d'Africa, e si ricollega perciò ad Addio alle armi. L'evento che pone una temporanea fine al disimpegno hemingwayano è la guerra civile spagnola. Lo scrittore ritorna al Paese tanto amato come corrispondente di guerra, e resta coinvolto nella tragedia spagnola, diventando un antifranchista dichiarato. Per chi suona la campana nasce da questa esperienza. Il tema sviluppato nel romanzo andava maturando in Hemingway da qualche tempo. In Avere e non avere (1937) aveva trattato la storia di un uomo che non riesce da solo a far fronte alle più immediate esigenze della vita; il libro trovava la sua origine nella crisi generale in cui la società americana era piombata con la Grande Depressione del 1929, una crisi che aveva ridotto alla fame milioni di persone. Per chi suona la campana ritorna su questo tema, enunciato nel motto tratto da un passo del poeta inglese del Seicento, John Donne: "Nessun uomo è un'isola ... La morte di qualsiasi uomo diminuisce anche me, perchè io partecipo dell'umanità; e perciò non mandare mai a chiedere per chi suona la campana; essa suona per te". Questa dimensione collettiva differenzia Per chi suona la campana da Addio alle armi, in cui la guerra era vista sotto un profilo esclusivamente personale. Nondimeno anche in questo romanzo Hemingway rimane, in fondo, uno scrittore che sente il dramma dell'individuo più di quello della società. Il protagonista di Per chi suona la campana è un giovane americano, Robert Jordan, che partecipa come volontario alla lotta contro i franchisti. Suo compito sarà quello di far saltare un ponte di importanza strategica, e per questo scopo viene distaccato presso un gruppo di guerriglieri. Con essi trascorre tre giorni e tre notti, e in questo pur breve lasso di tempo comprende che l'azione avrà effetti catastrofici e che pertanto sarebbe meglio non condurla a termine. L'amore per Maria, una ragazza violentata e resa orfana dai falangisti, lo attacca ancor di più alla vita. Nel gruppo domina la figura di Pilar, la moglie del capogruppo Pablo; Pilar è una donna intrepida, che vuol far saltare il ponte a qualunque costo, mentre Pablo esita e viene perciò coperto di insulti da Pilar: "In un anno di guerra sei diventato pigro, beone e codardo". Il romanzo è ricco di innumerevoli episodi e personaggi: intorno a Pilar e Pablo, a Robert e Maria, ruotano lo zingaro Rafael, Agustin, Fernando, Andrès, Anselmo. L'episodio più raccapricciante è l'annientamento del gruppo di guerriglieri guidati da El Sordo, che vengono bombardati su una collina dall'aviazione: quando sono tutti morti, sono decapitati dagli uomini del luogotenente Berrendo. Costui, dopo aver dato l'ordine di decapitare i cadaveri, si ferma presso il corpo senza vita di un tenente della sua parte e dice fra sè: "Che brutta cosa è la guerra". Dopo essersi fatto il segno della croce e avere pregato per l'anima del camerata morto, si allontana per non assistere all'esecuzione del suo lugubre ordine. Jordan cerca di far revocare la decisione di far saltare il ponte, poichè ritiene che ciò non porterebbe ad altro che a una nuova carneficina, ma i suoi tentativi si arenano contro la burocrazia dei dirigenti comunisti, che Hemingway raffigura come privi di scrupoli e pronti a strumentalizzare la lotta spagnola ai loro fini. Riemerge qui in modo lampante la diffidenza di Hemingway verso le organizzazioni e il suo approccio individualistico ai problemi sociali. Come ha osservato Nemi d'Agostino, "di fronte a questo dramma centrale dell'impossibilità di credere, l'ideale marxista, come tutti gli altri ideali, non può essere che un "oppio del popolo", un frontone austero dietro cui sta l'inganno ... Ogni nuova fede non riesce ad interessare l'artista, anzi lo atterrisce e lo scombussola. Jordan-Hemingway è il vecchio tormentato individualista diviso fra il bisogno della comunità, e il disprezzo e la paura della comunità. E il suo romanzo non è sostanziato tanto di storia, quanto imbevuto delle confuse ideologie di quel "partito di nessuno" cui Hemingway appartiene". Jordan porta tuttavia a termine la propria missione; il ponte salta, e lui viene ferito mentre tenta di allontanarsi. Le ultime pagine del romanzo sono un dialogo dell'uomo con se stesso di fronte alla prospettiva della morte. Jordan muore compiendo un atto di fede patetico, disperato proprio perchè non ha veramente una fede; invece di suicidarsi per evitare un'inutile sofferenza, decide di aspettare che i fascisti passino a sparargli addosso le ultime pallottole, per fare un'ultima "piccola cosa fatta bene". Poco dopo compare il drappello guidato dal luogotenente Berrendo, e il romanzo si chiude prima che inizi l'ultimo scontro.

Ernest Hemingway