| Testo della letteratura cinese antica, compreso nel
canone confuciano. |
Il Libro dei riti
Il titolo cinese (Li Chi), tradotto, significa propriamente Memorie dei riti.
L'epoca della sua composizione è incerta, compresa fra il IV e il I secolo a.C.:
probabilmente fu composto in diversi periodi, riunendo testi, prescrizioni,
rituali, tratti da varie fonti, cercando di unificarli sulla base della
concezione ritualistica della vita propria del confucianesimo: l'uomo, secondo
questa dottrina, può vivere rettamente e giustamente, comportarsi secondo la
regola del giusto mezzo, dell'equilibrio, della civiltà, aiutandosi con i riti.
L'elemento rituale è presente in ogni attività della vita: dalle relazioni di
corte al modo di guidare gli eserciti, dai rapporti tra le famiglie al culto.
Nessun atto del culto potrebbe essere vero e solenne senza l'osservanza precisa
del rito. Inoltre i rapporti fra persone, le visite, gli incontri, tutti i
momenti della vita quotidiana devono essere eseguiti secondo un "rito" (col
termine rito, pertanto, si intendono non solo gli atti liturgici del culto, ma
anche le maniere di comportamento). L'opera ha un certo valore letterario e ha
avuto un enorme valore pratico, nel senso che ha contribuito a plasmare la
coscienza, o meglio il modo di vivere dei Cinesi per secoli.
Contiene numerose meditazioni e anche moltissimi aneddoti esplicativi sulla vita
di Confucio.