Sulla strada
Romanzo dello scrittore statunitense Jack Kerouac
(1922-1969), pubblicato nel 1957.
E' uno dei testi capitali della letteratura beat, insieme a
L'urlo di Allen Ginsberg, che uscì un anno prima: esprime
quel nuovo modo di vivere, "stanco", "consumato", "battuto"
(beat, appunto), sganciato dai presupposti-base della
società americana quali il successo, il lavoro, la
normalità, la rispettabilità. Si tratta di una reazione di
tipo negativo, cio di un ritiro dalla società piuttosto che
di una lotta per una società diversa, eppure essa è stata il
punto di partenza di una reazione a catena che ha portato
poi ai movimenti pacifisti (bianchi e neri), agli hippies,
alla realizzazione dell'insufficienza di un atteggiamento
passivo, non violento, e alla conseguente politicizzazione
con trasformazione degli hippies in yippies.
La ricerca dei
beat sul finire degli anni Cinquanta (gli anni della guerra
fredda, della prolungata presidenza Eisenhower, delle ultime
fiammate di maccartismo) è quella di un paradiso al di fuori
della società ottusa e noiosa, materialistica e oppressiva;
essi guardano, da San Francisco, città cuore del "movimento",
verso l'Oriente mistico del buddhismo e dello zen. La loro
confraternita è sempre "sulla strada", sempre pronta a
partire, magari in autostop, in cerca di novità, di qualcosa
di eccitante, di nuovo, forse della "rivelazione" definitiva.
Sulla strada è la storia dell'incontro del narratore con
Dean Moriarty e dei loro vagabondaggi attraverso gli Stati
Uniti, da New York a New Orleans, da San Francisco al
Messico. Lo spunto di base è, come sempre in Kerouac,
autobiografico, poichè il fittizio Dean è modellato sul
reale amico dell'autore Neal Cassady, e le scorribande del
libro sono le scorribande in cui Kerouac ha speso buona
parte della sua vita, sicchè egli è al tempo stesso
protagonista e cantore e cronista dell'avventura beat: "Tutti
i miei amici di New York erano nella situazione negativa,
orrenda, di ripudiare la società e di fornire le loro
stanche ragioni libresche o politiche o psicanalitiche,
mentre Dean la società l'attraversava di corsa, avido di
pane e di amore, non gli importava un modo o l'altro,
<finchè posso prendermi quella ragazzina con quella cosina
là fra le gambe, ragazzo> e finchè possiamo mangiare, figlio,
capisci? Ho fame, sono morto di fame, andiamo subito a
mangiare! ...". "Un parente del sole venuto dal West, Dean.
Anche se mia zia mi avvertì che lui mi avrebbe messo nei
pasticci, io sentii un richiamo nuovo e vidi un orizzonte
nuovo, e ci credetti nella mia verde età." "Ero un giovane
scrittore e volevo andarmene. Da qualche parte davanti a me
sapevo che ci sarebbero state ragazze, visioni, tutto; da
qualche parte la perla mi sarebbe stata consegnata."
La
perla non viene in realtà trovata, e il ritorno a New York è
colorato di delusione, come era inevitabile: l'America è
piena di Coca-Cola in ogni angolo, lo spazio di libertà
garantito dal mito americano si è esaurito, e un posto è
esattamente uguale a un altro. Questo senso di vuoto,
avvertito sia pur confusamente dal protagonista-autore, ci
rivela la limitatezza dell'orizzonte di Kerouac, perchè esso
non viene analizzato e affrontato, ma sfuggito, per cui
invece di una presa di coscienza della realtà vera
dell'America, ci sarà, presto, una nuova, evasiva
"avventura".
JACK KEROUAC