LETTERATURA - RUDYARD KIPLING

    

Racconti dell'India, della vendetta, della memoria


     


Kim

Romanzo dello scrittore inglese Rudyard Kipling (1865-1936), pubblicato nel 1901.

Racconta la storia di Kimball O'Hara, nato nel Punjab da un militare inglese e da una bambinaia, pure inglese, che muoiono entrambi. Il ragazzo cresce libero come un nativo, parla benissimo i dialetti locali e in tutto e per tutto verrebbe scambiato per un ragazzo indigeno, se non possedesse, unico segno della sua nascita e dei suoi genitori, un portamuleti che però non ha mai aperto. Scoperto un giorno mentre osserva ciò che fanno alcuni soldati del reggimento al quale apparteneva suo padre, memore della predizione che lo riguardava (legata al simbolo del toro rosso in campo verde, ben visibile sulla bandiera del reggimento), viene adottato dal reggimento stesso. Kim dovrebbe, per compiere quegli studi che si desiderano per lui, abbandonare un santo lama, del quale è divenuto affezionato allievo. Il lama è impegnato alla ricerca di un fiume "la cui natura è tale che chiunque vi si bagni, si monda d'ogni macchia o traccia di peccato". Sarà lo stesso lama che inciterà Kim allo studio: non però nel collegio militare inglese, ma in un ricco collegio per figli di sahib, il San Saverio, a Lucknow, e gli studi saranno sostenuti economicamente dallo stesso lama. Non soltanto questo suo affezionato maestro, ma anche il colonnello Creighton dell'Ufficio Etnologico, dietro il cui nome si cela il servizio segreto inglese in Asia, e l'afgano Mahbub Al, del quale servizio è agente, seguiranno con interesse gli studi del ragazzo. Dal servizio segreto Kim è già stato impiegato qualche volta, a sua insaputa e con successo data la conoscenza che ha delle lingue e dei luoghi. Durante le vacanze, Kim raggiunge il suo amato maestro. La sua preparazione viene completata attraverso lo studio particolare di oggetti e di persone delle quali impara a osservare andatura, gesti, modo di parlare ecc., situazioni e ambienti, tanto da poterne riferire minuziosamente, "deducendo dal volto, dal linguaggio, dalle maniere, e arguire quale fosse stato il vero scopo della venuta di ciascuno". Presto Kim diventa agente segreto di Sua Maestà, restando al servizio del suo lama e accompagnandosi a lui fino alle zone montane di confine dove nascono le ribellioni a danno dell'Inghilterra. Durante una di queste missioni il lama si ammala, Kim lo riaccompagna in pianura, dove la ricerca del fiume viene ripresa e portata a termine: "Durante la seconda notte la saggia Anima mia si disciolse dallo stolto mio corpo e spaziò libera. Non ero mai arrivato a tanto, nonostante ne avessi toccato le soglie. Sì, l'Anima mia spaziò libera e, volteggiando come aquila, vide in verità che non v'era alcun lama Teshu nè alcuna altra Anima. Come la goccia ritorna all'oceano, così l'Anima mia tornò alla Grande Anima la quale trascende tutte le cose". Il romanzo appare ancora oggi un efficace affresco di costume; nonostante l'acceso imperialismo di Kipling, che celebra la fatica dell'uomo bianco impegnato a "civilizzare" e non mette in discussione nulla di questa volontaria e non francescana fatica, nonostante quindi questa visione parziale e partigiana, il romanzo testimonia della capacità creativa del suo autore, soprattutto nella figura del lama: proiezione (in negativo) del suo autore, il personaggio catalizza il meglio della maturità artistica, della complessa umanità dello stesso.



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