LETTERATURA - DAVID HERBERT LAWRENCE

    

Il serpente piumato


Ancora una volta Lawrence, con mezzi diversi da quelli usati in altre sue opere, ma con la medesima convinzione, afferma una religione della vita come espressione di amore; che "amore" sia per il romanziere inglese inteso come appartenenza reciproca di donna e uomo non è altro che una scelta congeniale alla sua capacità di narratore per esprimere una relazione umana di più ampia portata. Nel Serpente piumato il contesto sociale entro cui vive la vicenda è quanto offre allo scrittore il problema dell'innesto della cultura europea sul vecchio ceppo della civiltà messicana autoctona. Kate, un'irlandese divorziata dal primo marito e vedova del secondo, donna convinta di una sua libertà interiore ed esteriore che esclude l'amore, si trova in viaggio per il Messico assieme a due amici; all'uscita da un'arena dove, disgustata, ha assisato a una corrida, incontra don Cipriano Viedma, il quale le offre cavallerescamente il suo aiuto per ritrovare l'albergo. Attraverso questa fortuita conoscenza Kate entra nell'ambiente locale, conosce altra gente, fra cui don Ramòn Carrasco, archeologo e storico del proprio Paese. Queste persone sono accomunate da un progetto: constatando l'inerzia del messicano (il mezzosangue, s'intende), la sua rassegnazione alla subalternità, si sono convinti che occorre riproporre la religione antica degli avi con i propri riti, farla rivivere come filosofia di vita e come simbolo; per questo credono nell'antico dio, il serpente piumato appunto, il dio mezzo uccello e mezzo serpente, espressione del respiro vitale, venerato ai tempi di Montezuma: Quetzalcoatl. Don Cipriano stesso diventa per i peones la reincarnazione dell'antico dio e Kate, mezzo affascinata, mezzo incuriosita e razionalmente scettica, è indotta a trasformarsi nella dea Malintzi, sua sposa. Ramòn ha una sua parte nella questione religiosa, ma ciò che interessa Kate è la storia d'amore che l'uomo vive con la giovane moglie Teresa: "Voi pensate che sia soltanto amore ... No, io non ho una vita mia propria. Sono stata capace di darla a un uomo che è più di un uomo. E ora non occorre che egli muoia in me come un uccello in gabbia. Se egli va a Sinaloa e di là sulla costa occidentale, la mia anima va con lui, prende parte a tutto quello che fa lui ... E quando un uomo vi ha presa tutta l'anima ... Ah, non parlatemi di tradimento! Un uomo tradisce solo quando gliene è stata data una parte e non tutta. E una donna tradisce solo quando le si prende una parte e non tutto". Così anche Kate, nonostante la zona razionale ed "europea" di sè la spinga alla ribellione contro l'accentuato simbolismo della sua nuova vita, sceglie tuttavia di restare, come in una nuova patria, in Messico, con l'uomo-dio che è divenuto il suo nuovo compagno, legata a lui secondo le leggi naturali ed eterne dell'amore che, attraverso il raggiungimento di una perfezione dell'unione fisica, investe e completa l'anima. In questa riscoperta di una religione scomparsa, Lawrence simboleggia il suo personale desiderio di valorizzare la forza vitale che l'amore fisico sprigiona, per un tipo di vita più autentico; il libro è l'espressione di una capacità narrativa potente, di poesia, e di originale impronta di stile.



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