GRANDI AUTORI DELLA LETTERATURA MONDIALE

    

THOMAS MANN


Doctor Faustus

Romanzo dello scrittore tedesco Thomas Mann (1875-1955), pubblicato a Stoccolma nel 1947.

Argomento del romanzo (una delle opere fondamentali del nostro secolo) è la storia della vita, della follia e della morte del musicista Adrian Leverkùhn, raccontata da un narratore: Serenus Zeitblom. L'opera è certo la più importante dell'ultimo periodo dell'attività di Mann. Si tratta, in sostanza, di un romanzo largamente simbolico, di un'analisi, condotta al limite della tensione e della lucidità intellettuale, delle "radici oscure" della Germania, della cultura contraddittoria, irrazionale e del resto demonicamente affascinante che creò la Germania tra la fine del secolo e gli anni hitleriani. E' una discesa nella profondità delle radici del nazismo, la ricerca dell'esaltazione e delle colpe della cultura tedesca borghese, la cultura più elevata e raffinata: un romanzo, come fu detto, della fine, e non per nulla Adrian Leverkùhn finisce pazzo, così come morì pazzo il personaggio di cui egli è raffigurazione e simbolo, cioè Friedrich Nietzsche.

Da Nietzsche a Hitler, dunque, ma non nelle rozze e sanguinarie passioni del popolo, bensì attraverso le responsabilità dei creatori di cultura. Nel romanzo s'intrecciano due piani temporali: la realtà tedesca dei primi decenni del sec. XX, riflessa nella vita e nell'opera di Adrian, e la realtà degli anni della Seconda guerra mondiale, riflessa nel personaggio di Zeitblom, che scrive le sue memorie. In questo modo si realizza la prospettiva storica, necessaria per comprendere al tempo stesso la tragicità della vita di Adrian e il dramma della recente storia tedesca: il dramma della Germania "impregnata" di un principio "diabolico", con il quale è legata la sorte di Adrian. La vicenda di Adrian, ridotta alla semplicità essenziale dell'intreccio di fondo, è la seguente: dopo l'infanzia trascorsa in una città della Turingia, Adrian studia teologia ad Halle e poi musica a Lipsia. Preso da passione per una giovane prostituta, Esmeralda (la quale onestamente gli dice di essere malata di sifilide), Adrian vuole ugualmente amarla e così contrae a sua volta il male che lo porterà alla follia. La scena dell'incontro con la prostituta è una delle più intense e problematiche del romanzo: per alcuni interpreti è una scena iniziatica. Esmeralda è colei che "inizia" Adrian ai misteri del demoniaco, l'elemento dal quale nascono l'arte, la follia e la morte. La malattia porta Adrian a uno stato di esaltazione nervosa, in cui la fantasia è estremamente acuta. Va soggetto a forme allucinatorie, e come già Ivan dei Fratelli Karamazov (oltre naturalmente al Faust di Goethe) vede il Diavolo e con lui stringe un patto. Secondo l'accordo, Adrian avrà ventiquattro anni di intensa creatività e scriverà opere musicali eccezionali. Ma per questo, per la creazione dell'arte sublime, dovrà rinunciare a ogni sentimento, a ogni moto dell'anima, a ogni affetto. In una località presso Monaco di Baviera, Adrian si dedica alla sua massima opera, frutto della sua esaltazione, del patto con le potenze infernali. L'opera è la Lamentatio Doctoris Fausti, un oratorio in cui il musicista si contrappone a tutto ciò che di luminoso vi è nella vita, a tutto ciò che era stato creato dall'uomo nel nome della speranza: scopo di Adrian e di creare, in un certo modo, una Nona sinfonia beethoveniana alla rovescia: con l'esaltazione apocalittica dell'oscurità e del male invece che della gioia e della luminosa speranza. Dopo aver suonato l'opera davanti a un gruppo di conoscenti e amici, Adrian s'immerge sempre più nella follia: ma questa volta una follia non "comunicativa". E nella tenebra di questa follia morirà. L'enorme genio artistico di Mann si riflette in tutto il romanzo e nella sua raffinata e complessa tecnica fatta di moltissimi piani, nella lingua che ne è alla base, creata su un ritmo narrativo lento con radici goethiane, in cui spesso affiorano toni grevi da prosa del Cinquecento tedesco. Come è stato detto, Adrian è anche il simbolo del popolo tedesco, il diavolo è Hitler con il quale il popolo tedesco ha stretto un patto di morte (ma senza neppure creare nuove sinfonie). Il biografo Serenus è in realt il tedesco borghese, coltissimo, umanista, ma incapace di reagire, di lottare con il male: capace solo di "registrare" i fatti. L'opera è importante anche per l'appassionata evocazione critica delle nuove tecniche musicali riconducibili alla dodecafonia schònberghiana.



THOMAS MANN


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