Epigrammi (lat. Epigrammata;
80 - 102 d.C.) di Marco Valerio Marziale.
La raccolta è composta dal cosiddetto Liber de spectaculis
(80 d.C.) e da 14 libri di epigrammi: i libri XIII e XIV
sono noti rispettivamente con i titoli Xenia e Apophoreta (apparsi
nell'84 o 85 d.C.). Il Liber de spectaculis (così chiamato
nel 1602, ma nei codici indicato semplicemente come
Epigrammaton liber) comprende 32 epigrammi che descrivono i
sontuosi spettacoli con cui fu inaugurato l'Anfiteatro
Flavio. Gli Xenia constano di 127 epigrammi, dei quali i
primi due introduttivi e gli altri, tutti composti da un
solo distico, concepiti come biglietti destinati ad
accompagnare i doni (per lo più di tipo alimentare) mandati
a parenti e ad amici in occasione dei Saturnali. Gli
Apophoreta comprendono 2 componimenti introduttivi e altri
221, tutti monodistici, che traggono spunto dai regali
estratti a sorte tra i convitati durante i Saturnali. I
libri I-XII costituiscono la maggior parte della produzione
di Marziale e la materia che elaborano è la più varia; vi
troviamo intatti carmi encomiastici, componimenti
celebrativi, poesie d'occasione, epicedi. carmi suggeriti da
grandi figure o celebri episodi del passato, epigrammi
descrittivi, elogi della vita agreste e della natia Spagna,
poesie di argomento erotico, componimenti di carattere
personale. La nota dominante è una vena comico-realistica:
il Ğrealismoğ, più volte proclamato dallo stesso Marziale,
consiste nel rifiutare ogni idealizzazione e nello scegliere
come materia privilegiata l'esperienza quotidiana, con
particolare riferimento ai bisogni e alle attività più
elementari (il mangiare. il bere, il sesso, le funzioni
fisiologiche, il denaro): questa impostazione si traduce in
una galleria di tipi (persone deformi o brutte, meretrici,
omosessuali, pezzenti, poetastri ecc.), di comportamenti (avarizia,
prodigalità, voracità, ridicola lussuria ecc.) e di
situazioni (una cena deludente, l'omaggio mattutino al
patrono, il bagno alle terme e.c.c.) che vengono sfruttati a
fini comici o distorti al grottesco non senza una certa
compiacenza per il volgare e l'osceno.
Marziale