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William Somerset Maugham (1874-1965) : Ritratto
di un'attrice (Theater - Teatro)
Ritratto di un'attrice (Theater - Teatro)
Romanzo dello scrittore inglese pubblicato nel 1937.
Giudicato dalla
critica fra i migliori di questo fortunato romanziere, costituisce un
affresco avvincente del costume teatrale intorno agli anni Trenta in
Inghilterra. E' il "ritratto", appunto, di Julia, un'attrice abile e
prestigiosa; tutti la conoscono e la vezzeggiano; insieme al marito,
impresario smaliziato e vero uomo di teatro, possiede un teatro tutto per sè,
ed è quel che si può dire una donna felice. Il marito, che ha sposato quando
ambedue erano giovani attori per la semplice ragione che era bellissimo,
l'ama sinceramente, così come può un uomo attento all'attrice da
amministrare più che alla donna da amare; hanno un figlio il quale vive a
lungo lontano dalla famiglia e tuttavia è amatissimo da ambedue i genitori.
Il romanziere, che è particolarmente abile a tratteggiare i suoi personaggi
in modo divertente, apparentemente superficiale, riesce invece a dare al
lettore anche il ritratto della loro anima. Julia si accorge di non amare
più il marito: "Chiacchierarono tutta la sera, e poi andarono a letto. Julia
gli si aggrappò voluttuosamente al collo e lui le passò le braccia intorno
alla vita. Era in vena dopo tre mesi di astinenza ... "Sei la più
meravigliosa mogliettina che esista al mondo" le bisbigliò all'orecchio. E
la baciò sulla bocca. Allora lei provò un improvviso disgusto. Dovette farsi
forza per non cedere al desiderio di spingerlo via". Da questo momento Julia
si rassegna a non avere l'amore; il marito è distratto, i loro incontri sono
prevalentemente di lavoro; eppure si vogliono un gran bene, il loro mènage è
perfetto. Capita che il marito debba farsi aiutare a fare i conti, per
motivi di amministrazione e fiscali, da un ragioniere; ma il giovanotto è,
oltre che giovane, di fisico piacevole e dotato di una gran voglia di
arrampicarsi, di arrivare al bel mondo, di tirarsi fuori dalla condizione
piccolo borghese cui appartiene. Presto si accorge di essere nella
situazione adatta per ottenere ciò che desidera. Julia è una donna
affascinante, ha circa 20 anni più di lui, ma è una grande attrice e lui ne
ha fatto da tempo il suo idolo, glielo dice e il gioco è presto fatto: "Era
bello perchè era giovane. Con gli anni si sarebbe avvizzito, rinsecchito e
avrebbe preso un'aria sparuta; quell'incantevole colorito delle sue guance
sarebbe diventato paonazzo e la sua pelle delicata si sarebbe tutta segnata
di rughe". Questo è quanto Julia pensa del giovane che diventerà il suo
amante; a poco a poco lui le fa conoscere quanto il matrimonio non le aveva
dato; e, nonostante il buon senso non abbandoni mai la donna, s'innamora del
giovane. Il romanzo è quasi tutto giocato fra l'amore appassionato, eppure
controllato, della donna e l'amore appassionato, eppure sottoposto a
compromessi, del giovane arrivista; la cecità benevola e fiduciosa, anche un
tantino paterna, del marito che concede all'attrice di condurre una vita più
libera di quanto non sia concesso in situazioni diverse alle donne maritate;
l'impeto giovanile e realistico del figlio, il quale, ignaro naturalmente
del legame della madre, diviene amico del suo amante, costringendo Julia,
durante tutta una vacanza, al ruolo di "madre" di ambedue. Delicatamente,
argutamente, con tocchi di dialogo banale, l'autore conduce la storia
all'epilogo; il quale sarebbe certo scontato (il giovanotto abbandona Julia
per un'attricetta esordiente pretendendo che lei stessa ne operi il lancio)
se l'esperienza di Maugham non gli attribuisse il "senso" di tutto il
romanzo. L'epilogo ci palesa in pieno il carattere dell'attrice; fiera ed
egoista, quanto basta per difendere se stessa, la propria reputazione di
donna e di attrice, il proprio orgoglio doppiamente ferito, si ribella;
riesce facilmente a debellare l'attricetta sul palcoscenico, dove erano
impegnate insieme; avuto tutto per sè il trionfo da parte del "suo" pubblico,
ricevuti gli omaggi, di nuovo appassionati, dello sciocco ragazzo che la
rivede nella posizione inespugnabile dell'idolo delle platee. Lei respinge
tutto e prende tutto; dopo la recita se ne va, sola, serena, indipendente,
al solito ristorante: "Il capo cameriere le si avvicinò con un sorriso
accattivante. "Tutto bene, miss Lambert?" "A meraviglia. Sapete, è strano
come la gente sia diversa ... Mistress Siddons andava matta per le braciole.
Io niente. Vado matta per le bistecche, io!". Nonostante alcune pagine
stanche, il romanzo offre un'analisi spregiudicata del mondo del teatro e
dei caratteri che produce; l'ambiguità arte-vita in qualche pagina trova una
rappresentazione efficace.
William Somerset Maugham
Somerset Maugham, romanziere inglese nato nel 1874, prima di iniziare a
scrivere è stato un agente segreto di Sua Maestà. Ha vissuto sulla sua pelle
i pericoli che costellano il lavoro dei servizi di intelligence. Ha
respirato le atmosfere sospese e cariche di insidie che si accompagnano ad
ogni missione. E' stato uno dei protagonisti delle operazioni svolte dagli
inglesi in Russia nel 1917. Ha viaggiato molto in Europa e nel mondo. E'
stato anche in Svizzera, a Lacerna, dove ha fatto i conti con lo spettro del
comunismo che in quegli anni si muoveva per il Vecchio Continente. Ecco
perché, in alcuni suoi libri, si avverte il clima inquieto degli intrighi
internazionali. Avventure prive di una conclusione certa sempre in bilico,
arricchite da eventi tragici che tengono con il fiato sospeso i lettori. La
trama delle sue storie non è scritta a tavolino ma è il frutto della sua
esperienza. Maugham è stato testimone di ciò che ha raccontato: i complotti
che escono dalla sua penna sono dei frammenti tratti dalla sua attività di
spionaggio. In realtà, subito dopo aver abbandonato l'uniforme lo scrittore
inglese ha fatto rivivere sulla carta il suo passato. In tante opere ha
costruito una controfigura, Ashenden, che lo rappresenta incarnando le sue
storie e i suoi ricordi. Come lui è uno scrittore vissuto in Svizzera e teme
i misteri dietro ai quali si nascondono gli agenti segreti e gli apparati
burocratici degli Stati. Lo inquietano, soprattutto, gli elvetici di cui non
riesce a fidarsi.
Attraverso Ashenden, protagonista della raccolta di racconti intitolata
"Ashenden o l'agente segreto" apparsa per la prima volta nel 1928, Maugham
mette in scena se stesso. "Questo libro - scrive - è basato sulle mie
esperienze nel Servizio Informazioni britannico durante la Grande Guerra,
rielaborate a fini narrativi". Di fatto, lo scrittore inglese, figlio di un
addetto all'ambasciata britannica a Parigi dove è nato, si colloca al centro
della tante vicende che descrive nelle sue pagine. E' lui il personaggio
principale che si fa strada con le opportune cautele e le necessarie
distanze nel corso della narrazione. Narrazione che, inoltre, mette in luce
un dato spesso trascurato nella letteratura di genere: il lavoro degli
agenti segreti è, nel complesso, molto monotono e ripetitivo. "In buona
parte - aggiunge Maugham - è di una straordinaria inutilità". Con l'ironia
che lo ha reso famoso tanto quanto i suoi libri, Maugham rivela una verità
che sorprende. Ai suoi tempi svolgere le indagini riservate comportava una
fatica improduttiva. Gli agenti segreti ai quali dà corpo sono persone
grigie e mediocri che non coltivano un grande amore di Patria e non
conoscono fino in fondo quali sono i rischi che corre il proprio paese. Si
trovano coinvolti, quasi per caso, in un affare internazionale che non sono
in grado di padroneggiare spinti soltanto dai loro interessi personali.
Il contributo che Maugham ha fornito alla letteratura gialla non è di poco
conto. Alle sue opere, innanzi tutto, si sono ispirati registi di primo
piano come ad esempio Alfred Hitchock. Nel 1936 il suo film "The segret
agent", in Italia 'Amore e mistero', riproduce alcuni personaggi e
situazioni desunti dalla trama del libro. In particolare, prendono forma 'il
messicano glabro', presente in tre capitoli, e il 'traditore' che occupa
buona parte dell'immaginario di Maugham. Ma non basta. Lo scrittore inglese
rappresenta l'anello di congiunzione tra la maestria narrativa di Conrad e
gli esponenti più recenti della letteratura spionistica. Esponenti di grande
rilievo come Eric Ambler e soprattutto Graham Greene, autore di racconti
memorabili tra i quali spiccano 'Un americano tranquillo', 'Il nostro agente
all'Avana' e 'Il fattore umano'. D'altra parte, la produzione letteraria di
Maugham è ampia, articolata ed eterogenea e non si limita all'elaborazione
delle spy story.
Sono tante, infatti, le opere e gli argomenti che ha trattato nel corso
della sua lunga carriera. Si è dedicato alla commedia con la quale ha
dipinto i costumi e le tradizioni sociali del suo tempo. I suoi romanzi
hanno suscitato polemiche e reazioni contraddittorie. E' il caso di "Uno
scheletro nell'armadio", apparso nel 1930, e pubblicato in Italia
dall'Adelphi. Maugham vi rappresenta una critica feroce del mondo in cui
vive. Lo spunto dal quale prende le mosse è costituito dalla descrizione
della vita di Edward Driffield, un romanziere di successo. La vedova vuole
tramandarne la memoria cercando di proteggerla da scandali e pettegolezzi.
Si affida a Alroy Kear, un agiografo di successo, nella certezza che sarà in
grado di stendere un buon ritratto del marito. Eppure, i risultati non sono
in linea con le aspettative. Il passato di Driffield emerge in tutta la sua
cupa verità, facendo saltar fuori i suoi tanti 'scheletri nell'armadio'. I
lettori dell'epoca colsero con disappunto l'immagine artefatta e deludente
di Thomas Hardy. "Quando il libro uscì - ricorda Maugham - fui attaccato in
vari ambienti perché si suppose che nel personaggio di Edward Driffield
avessi raffigurato Thomas Hardy. Non era stata questa la mia intenzione".
Maugham ha rappresentato l'umanità del suo tempo in ogni sua manifestazione,
inquadrandone le ansie, le attese e le speranze. E' questo il motivo
conduttore del romanzo "Il filo del rasoio", apparso per la prima volta nel
1944 e considerato una delle sue opere migliori. Un giovane americano,
traumatizzato dagli orrori della Grande Guerra, decide di attraversare la
sua vita cogliendo tutte le possibilità che gli si presentano all'orizzonte.
Appare affamato di conoscenze nuove, disposto a correre qualunque rischio
pur di affermare il suo diritto alla vita e alla libertà.
Intellettuale poliedrico, ricco di inventiva, Maugham ha percorso le vie del
Vecchio Continente con l'acume della spia a riposo e la freschezza di un
narratore attento. Il suo primo romanzo "Lisa di Lambeth", risale al 1897.
Tra le sue opere è opportuno segnalare anche "Schiavo d'amore" del 1915.
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