Uno
di quei libri che si legge tutto d'un fiato. Veloce, allegro
e a tratti malinconico. Suscita nel lettore un rincorrersi
di storie roccambolesche, ma soprattutto carnali, vivide e
verosimili. Senza l'utilizzo di eufemismi, si viaggia su un
treno di vocaboli incalzanti, che lasciano il lettore
sbigottito e incredulo, ma voglioso di partecipare alla vita
disincantata dei personaggi. Vita che si apre a un vivere
fuori, senza schemi e pregiudizi, ma soprattutto un fuori
che è al di là della gretta esistenza materiale, eppur tanto
necessaria.
Parigi è la città che più di ogni altra ha ispirato Henry
Miller, che vi ha trascorso in volontario esilio la parte
più significativa della sua carriera letteraria, e vi ha
scritto le opere più celebrate. Questo romanzo è la fedele
testimonianza della sua vita e delle sue difficoltà di quel
periodo, la fine degli anni Venti. Nella pigra Montmartre,
nei caffè e negli alberghetti di Place Clichy, Joey, il
protagonista, incarna una figura che è divenuta una leggenda
nella letteratura novecentesca.
Anni
’30. Impiegato alle poste di New York ma con la vocazione
dello scrittore, Joey decide di trasferirsi a Parigi, dove
sogna di sfuggire alla sua grigia routine e di godersi fino
in fondo l’eccitante stagione culturale e mondana della
città. Giunto nella capitale francese, incontra il fotografo
polacco Carl e con lui comincia una vita fatta di sbronze,
avventure e incontri casuali che avvengono tra Montmartre, i
caffè del centro e gli alberghetti di Place Clichy.

Henry
Miller reads from "Colossous of Maroussi" (1949)
New York
(25'04")
Tropico del Cancro
Il mondo del sesso