Racconto dello
scrittore austriaco Robert Musil (1880-1942)
Scritto nel 1906, comparve in quell'anno come "opera prima"
del giovane e sconosciuto Musil. Subito la critica, con a
capo Alfred Kerr, sottolineò l'importanza del lavoro e la
maturità di scrittura del suo pur cos giovane autore, che
doveva soltanto 40 anni più tardi, dopo la sua morte, venire
conosciuto pienamente nella sua statura dal mondo letterario
europeo, e cioè dopo la pubblicazione del monumentale e
incompiuto romanzo L'uomo senza qualità. Questo racconto è
tuttavia già un frutto in sè maturo, che annuncia il sorgere
di uno scrittore e ne delinea le caratteristiche di
finissimo psicologo e di esperto dell'introspezione umana,
quanto mai acuto e perspicace. Il racconto è autobiografico.
La breve ma bruciante esperienza vissuta da Tòrless è quella
del giovinetto Musil, convittore di una scuola militare,
destinata dall'imperial-regio governo austriaco ai figli
delle più nobili e ricche famiglie, sul finire
dell'Ottocento. Il racconto si apre con un quadro ben nitido
e che per il giovane convittore si ripete periodicamente,
sempre uguale: una ennesima partenza dalla stazioncina di un
villaggio nelle regioni orientali dell'impero austriaco,
quello dove ha sede il collegio militare che ospita Tòrless;
periodicamente i genitori vengono a trovare il figlio e
ripartendo lo affidano con credula fiducia ai compagni a lui
più vicini. Tòrless è figlio unico, adorato particolarmente
dalla madre, un po' schivo, sognatore, chiuso in sè: volendo
avviarsi alla carriera militare, ha insistito per
frequentare l'aristocratico collegio, ma ogni volta il
distacco dal grembo familiare e dalle sue ben certe e sicure
frontiere è per lui un'emozione che lo turba. Nel gruppetto
dei compagni che lo attorniano si distingue subito il cinico
Beineberg, uno dei personaggichiave del racconto. Dopo il
congedo, il gruppetto dei convittori ritorna verso il
collegio, ma Tòrless e Beineberg se ne distaccano perchè
hanno ancora alcune ore di permesso e si recano in
un'elegante pasticceria a conversare. Si delineano in questo
colloquio gli interessi dei due giovani: Tòrless, avviato a
una maturazione precoce, ha iniziato nel proprio intimo un
processo di dipanamento dell'aggrovigliato mondo di
sensazioni, di aneliti, di pensieri, che la sua inesperienza
esistenziale gli preclude ancora, ma già gli presenta
altrettanto fiammeggianti come irraggiungibili. Beineberg,
imbevuto di dottrine induistiche, è tutto volto verso una
spiegazione esoterica dei misteri umani, ma s'intuisce che
il suo travaglio è scorza superficiale nei confronti di
quello, assai più autentico e profondo, dell'altro. Insieme
i due si recano poi, ai margini del villaggio, in un locale
malfamato dove una ex contadina elargisce la propria
compagnia a chiunque la cerchi. Per i due ragazzi che (come
anche gli altri convittori) separatamente frequentano la
donna, in questo caso è una prova di forza chiudere la
serata in compagnia della prostituta Bozena, simbolo delle
comuni e consuete esperienze sessuali della pubertà. Dalla
maldicenza della donna essi apprendono singolari particolari
sulle frequentazioni e sui caratteri di due compagni che a
loro particolarmente interessano: il serpigno e frivolo
Reiting e il misterioso, effeminato Basini. In seguito, il
carattere di Reiting, che insieme con Beineberg accompagnerà
la vicenda di Tòrless, viene descritto con abilità consumata
nelle sue contorte e basse involuzioni di ricattatore: egli
presta denaro a tutti i compagni e nel caso di ritardi nella
restituzione li ricatta e li sottomette ai suoi voleri. Una
sera, convoca Beineberg e Tòrless in un rifugio singolare
che i ragazzi si sono ricavati in un vecchio solaio, con
fantasia truculenta e decadente. Reiting rivela ai due che
Basini è un ladro: è certo che taluni ammanchi nei cassetti
della comunit siano opera sua. Propone di non denunciarlo,
ma di approfittarne insieme per ridurre Basini ai loro
voleri, ricattandolo. Le reazioni sono adeguate ai caratteri:
Tòrless, benchè indignato moralmente, intravede tuttavia la
possibilità di chiarire a se stesso alcuni oscuri risvolti
della propria psiche e delle proprie tendenze, mentre
Beineberg è ben lieto di poter mettere alla prova le sue
teorie animistiche orientali su un soggetto come Basini.
Quest'ultimo viene così asservito, sotto pena di svelare il
suo misfatto. Hanno inizio strane sedute notturne tra
Reiting, Beineberg e Basini, cui Tòrless si rifiuta di
prender parte: mentre persegue un cammino di chiarificazione
sempre più intenso e profondo nel proprio animo,
raggiungendo una dimensione pressochè religiosa, Beineberg e
Reiting si abbandonano a violenze e maltrattamenti, con il
pretesto di esperimenti animistici, nei confronti del sempre
più succube Basini. Un giorno, mentre tutti sono assenti per
una gita, tranne Tòrless e Basini, quest'ultimo lo implora
di aiutarlo e proteggerlo, e denundatosi gli si offre in
compenso. Tòrless è dapprima indignato ma, circuito da
Basini, la sua sensualità cede. Il rapporto continua,
segreto, per un po' di tempo: ma durante una seduta notturna
di tutti e quattro, si rivela chiaro anche agli altri due.
Per Tòrless è, in fondo, un'esperienza, l'unica veramente "reale",
che lo libera dalle sue tormentose elucubrazioni. Gli altri
due rendono pubbliche le colpe di Basini a tutto il convitto,
col risultato che il ragazzo viene scacciato, mentre Tòrless
riesce a sfuggire alle maglie tremende della malvagit dei
compagni e, uscitone moralmente illeso, chiede di essere
rimandato a casa. La rapida conclusione lo riporta quasi a
galla da un fondo melmoso e oscuro, restituendolo più saggio
e più schiarito alla vita familiare. In tutto il racconto
sono evidenti gli influssi di Maeterlinck e di Rilke, nella
prospettiva insieme delicata e spietata di un cammino
interiore verso una necessaria maturazione psichica ed
esistenziale; mentre il processo psicologico che lo
scrittore intraprende in proprio con questa operetta già
rivela pienamente le vie e le mete cui dovrà e vorrà più
tardi pervenire nel suo capolavoro.
Biografia