L'uomo senza qualità
E' considerato il capolavoro di Musil e uno dei più
importanti avvenimenti letterari del Novecento, da porsi
accanto alla Ricerca di Proust e all'Ulisse di Joyce.
Romanzo-fiume, è diviso in quattro parti, di cui la terza è
incompleta e la quarta termina con puntini di sospensione.
Il primo volume uscì nel 1930 e fu accolto con un certo
scalpore dalla critica, ma soltanto dopo il 1945 ci si
accorse compiutamente del valore dell'opera, che venne
tradotta in tutte le lingue. Si sa che Musil lavorò per
vent'anni a questo romanzo, iniziato avanti la Prima guerra
mondiale. Ambientata nella Vienna del 1913, l'azione non va
oltre l'inizio della guerra stessa e si conclude (come La
montagna incantata di Thomas Mann) con la decisione del
protagonista di arruolarsi. Il protagonista Ulrich Anders è
"l'uomo senza qualità": pur essendo dotatissimo e avendo
infinite, disparate qualità, è infatti "un uomo che attende",
che non sa o non vuole agire, ovvero che "non osa" darsi
all'azione. E' l'uomo in crisi, quale si profilava nel primo
decennio del secolo: comincia a dubitare della realtà,
ovvero avverte la profonda, incolmabile distanza tra la
realtà circostante e il proprio spirito. E' l'uomo che resta
indietro nel tempo, agognando un'immobilità o un immobilismo
che lo paralizza, appunto perchè la realtà comincia a fargli
paura: in effetti, la situazione del protagonista (come
parecchie altre circostanze che lo riguardano) è
autobiografica, ed è nel contempo la situazione dell'Austria,
Paese sconcertante e polivalente, accozzaglia di razze e di
nazioni, immobile insieme e mobilissimo, puntigliosamente
burocratico e percorso da strane libertà di pensiero,
accentratore e conservatore, eppure pieno di contraddizioni
liberaleggianti, incentrato nel decrepito Francesco Giuseppe
di cui appunto nel 1918 si dovrà celebrare il settimo
decennale di regno. Per tale festa Musil immagina che si
stia, fin dal 1913, progettando una grandiosa festa o
comunque un avvenimento che ne sottolineasse l'importanza.
Questo progetto è altrettanto indefinibile e indefinito,
come è indefinibile e indefinita l'Austria stessa: Musil
chiama il progetto "azione parallela". Viene creata
un'apposita commissione, che si raduna periodicamente nel
salotto della moglie di un alto funzionario ministeriale,
Diotima Tuzzi. L'azione parallela non si sa ancora bene che
cosa sarà: se una manifestazione culturale, oppure una
grandiosa opera di pace, oppure un'azione filantropica,
oppure ancora un'azione politica: per tal ragione, nel
salotto Tuzzi convengono i rappresentanti di tutti i ceti
più elevati e rappresentativi, e anche osservatori esteri.
Ciascuno fa la sua proposta, che viene archiviata e presa in
esame dalla segreteria dell'azione parallela, a capo della
quale è nominato Ulrich Anders. Su questo filo, che è stato
definito "pretesto narrativo" (Mittner) si svolge gran parte
del romanzo, che presenta una lunga sfilata di personaggi,
in ciascuno dei quali l'abilità consumata del narratore
ferma e concreta una forma o un semplice atteggiamento
particolare e caratteristico della Vienna dell'epoca,
costruendo così per il lettore e sotto i suoi occhi
un'intera società, già votata al disfacimento e alla fine.
Tutti, ma in special modo Anders, agiscono, ma in fondo non
hanno un preciso scopo nell'azione, o comunque la loro
azione è labile e inconsistente, come lo è in fondo anche il
grandioso progetto dell'azione parallela. Come si vede, è
adombrata anche una satira politica, la quale però non è "il
precipuo movente del romanzo" (Mittner). Movente è invece,
certo, la ricostruzione rigorosa, precisa di una società, di
un'epoca, colta sull'orlo della sua inevitabile e
inesorabile fine. Tra i personaggi, vi sono anche un magnate
dell'industria tedesca, Arnheim, e un poeta rivoluzionario,
nei quali l'autore adombra quel Rathenau così importante per
la politica tedesca e il poeta espressionista Franz Werfel.
La seconda parte tratta più precisamente dei rapporti tra
Ulrich e la sorella gemella Agathe, cui l'uomo si sente
attratto da un affetto morboso che finirà con l'incesto:
saggisticamente (poichè fra le digressioni, i dialoghi e i
monologhi, la parte saggistica ha notevole spazio nel
romanzo) l'autore svolge la sua teoria del raggiungimento di
un perfetto equilibrio tra corpo e anima, possibile soltanto
nell'"altra condizione", ossia nella condizione androgina
della fusione tra i due sessi di uguale sensibilità e
cultura, come può avvenire tra fratello e sorella. Vi è poi
il personaggio di Clarissa, una pianista che si propone di
studiare da vicino la follia in un ospedale psichiatrico ove
è ospite un delinquente sessuale, certo Moosbrugger; Ulrich
ha con Clarissa un'avventura in un'isola deserta e alla fine
conquista Diotima Tuzzi, sempre inavvicinabile e simbolo
della delicata femminilità ideale di certa letteratura
austriaca. Il romanzo precipita verso uno sfacelo latente
eppur manifesto: la conclusione, è come abbiamo detto, nella
partenza per la guerra del protagonista. Romanzo oltremodo
complesso, e per di più incompiuto, ha inaugurato (o meglio
concretato e solidificato, dopo Proust e Joyce) la
caratteristica del romanzo-saggio, aperto e indefinito, il
cui centro è rappresentato soprattutto dall'autore e dalla
sua prepotente e geniale personalità.
Biografia