Silvia (Sylvie)
Novella dello scrittore francese Gèrard de Nerval
(1808-1855)
Scritto fra due crisi di follia con una pena e una cura
estrema, durante lunghe passeggiate nel Valois, apparso
nella Revue des Deux Mondes nel 1853, questo racconto fu
inserito, l'anno seguente, nelle Filles du feu (Figlie del
fuoco), raccolta di novelle con sonetti delle Chimères (Chimere).
L'autore ama un'attrice di nome Aurelia (Jenny Colon nella
realtà) che ogni sera ammira a teatro; ma una notte la
lettura di un trafiletto di giornale risveglia in lui "un'eco
lontana delle semplici feste della giovinezza", che si
svolgevano in un paese del Valois, rimasto caro al suo cuore.
Evoca allora la danza di alcune fanciulle su uno spazio
verde circondato da olmi e tigli e sovrastato da un antico
castello, quello di Mortefontaine. Giunto a questa festa
campestre con la giovanissima amica, si lascia attrarre dal
canto soave di una giovane bionda, Adriana, che, uscita dal
castello, irreale e affascinante, è come un'apparizione.
Intrecciata una corona con rami d'alloro, la offre ad
Adriana, ma ritornato da Silvia la trova in lacrime.
Richiamato dunque dall'immagine dell'attrice alla figura di
Adriana dimenticata da molti anni, si ricorda anche di
Silvia e parte per rivederla. La ritrova nel paese della sua
infanzia, a Loisy, e rimane ammirato per la sua bellezza;
tuttavia, pur desideroso di rivivere l'antico amore, si
accorge di non appartenere più al mondo di lei, già promessa
sposa del grand frisè, fratello di latte dell'autore.
Ritornato a Parigi scopre ben presto che anche l'amore
nutrito per la bella attrice è una semplice illusione che
cade amaramente come tante altre. Spinto dal desiderio di
rivedere i luoghi di solitudine e di sogni, Gerard de Nerval
ritorna dopo anni a contatto della meravigliosa natura e a
passeggiare nei boschetti solitari a nord di Parigi, nelle
dense nebbie, da Ermenville a Loisy, con Silvia e la sua
nuova famiglia, perdendosi nel mondo del sogno. In questa
novella, in cui il sogno e la realtà, il passato e il
presente si mescolano vagamente e raggiungono
miracolosamente l'equilibrio, Gerard è diviso tra la
tenerezza per Silvia, compagna forse immaginaria dei giochi
di un tempo, e la misteriosa seduzione di Adriana che si
confonde con Aurelia-Jenny Colon. Capolavoro di chiarezza e
di equilibrio, ottimo esempio della letteratura del "ricordo",
Silvia ha qualche macchia di colore, ma soprattutto mezze
tinte che danno un'atmosfera vaporosa, quella del Valois, di
Watteau, quella del passato, dei ricordi e dei sogni, e un
fascino sottile, che penetra il lettore di una dolce e
armoniosa melanconia.
Biografia
- Gèrard de Nerval