
Lavoro teatrale dello scrittore francese Pierre-Augustin
Caron de Beaumarchais (1732-1799)
Dapprima farsa scritta per la società d'E'tiolles, poi opera
comica rifiutata dalla Commedia Italiana, trasformata infine
in una commedia in quattro atti, il Barbiere di Siviglia fu
approvato dalla censura nel 1773 e accettato dalla Commedia
Francese. Fischiata alla "prima" (febbraio 1775), l'opera fu
ripresentata dopo soli tre giorni nella sua stesura
precedente, ottenendo un immediato successo. Il conte
d'Almaviva, giunto da Madrid a Siviglia, vuole ritrovare
Rosina, nobile giovane rimasta orfana e ora pupilla del
vecchio dottor Bartolo, che la tiene rinchiusa e conta di
sposarla. Con l'aiuto di Figaro, un tempo al suo servizio,
ora divenuto barbiere e speziale, Almaviva cerca di
penetrare nell'abitazione di Rosina, rivelando alla ragazza
apparsa al balcone di chiamarsi Lindoro e scambiando con lei
le prime confessioni d'amore sotto l'occhio divertito di
Figaro. Su consiglio del barbiere, il giovane conte si
presenta nella casa di don Bartolo, travestito da soldato, e
riesce in tal modo a far pervenire di nascosto nelle mani
della giovane una lettera. Don Bartolo se ne accorge e
chiede di leggerla; ma con una rapida sostituzione e uno
svenimento simulato gli viene fatto leggere un altro
biglietto. Con un successivo travestimento il conte si
presenta come il baccelliere Alonzo, allievo di don Basilio,
maestro di canto di Rosina, con l'incarico di sostituire il
vero maestro costretto a letto per un'indisposizione. Dopo
qualche esitazione e contrarietà, la lezione di canto, cioè
il "duo" d'amore, ha inizio in presenza di Bartolo che viene
in parte distratto dal barbiere, giunto per rasarlo.
L'arrivo improvviso di don Basilio comprometterebbe la
situazione, se la complicità di tutti, compreso don Bartolo,
che vede in lui un rivale, non convincesse l'importuno della
sua malattia e della necessità di coricarsi. Alla fine don
Bartolo, apprendendo dal maestro di canto la verità sul
comportamento e le intenzioni del conte, prepara per la
notte stessa il suo matrimonio con Rosina, a cui fa credere
di essere tradita. Disperata, lei accetta di sposare il
vecchio tutore; ma Figaro e Almaviva riescono a penetrare
nella casa attraverso una finestra, e così i due giovani,
riconciliati dopo una breve scena di amorosa disputa,
vengono uniti in matrimonio dal notaio; lo stesso don
Basilio funge da testimone con Figaro; quando don Bartolo
giunge con la polizia, non può fare altro che constatare
come la gioventù e l'amore abbiano avuto ragione su un
vecchio senza generosità e sulla sua "precauzione inutile".
Il soggetto del Barbiere non è certo nuovo, così come
l'autore conviene nella sua prefazione, ma il gran merito di
Beaumarchais sta nell'aver riportato sulle scene lo schietto
genere comico quasi del tutto bandito dal teatro francese, e
nell'aver dato vita non solo a personaggi credibili, ma
anche alla loro lingua, ai loro dialoghi, che paiono un
crepitio di trovate ingegnose, mordenti, tutte però regolate
e dirette da una riflessione assai cosciente, che ne calcola
ogni minimo effetto. Beaumarchais stesso è presente sulla
scena e, prestando a tutti i personaggi, soprattutto a
Figaro, i propri sentimenti, i propri gesti, i propri
propositi, descrive e giudica un'epoca nella quale egli
stesso era interamente inserito.
Per la prima volta, sulla base un po' sfruttata di un
intrigo tradizionale un autore comico fa la critica del
proprio tempo e dischiude tempi nuovi.

Il barbiere di Siviglia
Libretto di Cesare Sterbini (1784-1831), dal quale Gioachino
Rossini ha tratto un'opera buffa in due atti, rappresentata
per la prima volta a Roma al teatro Argentina nel 1816, con
il titolo Almaviva, ovvero l'inutile precauzione.
Per il contenuto, il libretto dello Sterbini non è che un
adattamento teatrale dell'omonima commedia del Beaumarchais.
La trama è facile: il conte Almaviva è innamorato di Rosina,
che è vigilata da Bartolo, il quale intende sposarla
segretamente. Non volendo rinunciare alla donna, Almaviva si
rivolge al barbiere Figaro, che non si fa pregare, mentre
Rosina gioca di astuzia; nell'inganno ha una sua parte anche
il maestro di musica di Rosina, don Basilio, che ricorre
alla calunnia per togliere al cuore di Rosina il suo
innamorato. Alla fine con nuovi trucchi e successivi scambi
di persona avviene il matrimonio fra Rosina e il conte, con
grave disappunto di Bartolo. Notevole è nell'opera
rossiniana il ritmo musicale; celebri poi sono la cavatina
di Figaro, l'aria della calunnia, e la cavatina di Rosina.
Gioacchino Rossini