Poema lirico
drammatico dello scrittore francese Hector Berlioz
(1803-1869).

L'autore lavorò incessantemente a partire dal 1853 a
quest'opera, che si divide in due parti: La presa di Troia
in tre atti e cinque quadri e I Troiani a Cartagine in
quattro atti e sei quadri. Nella prima parte si parla della
caduta di Troia in seguito all'inganno del cavallo, della
credulità ingenua dei Troiani alle parole di Sinone, della
figura di Cassandra che invano sollecita i Troiani a non
credere ai doni dei Greci; nella seconda parte invece,
sempre ispirandosi al racconto virgiliano, l'autore parla
degli amori di Didone e di Enea; se la prima parte è
movimentata e altamente drammatica, la seconda invece è
profondamente umana. Forse Berlioz rende meglio la figura di
Didone, così viva e frenetica nell'episodio narrato da
Virgilio, disperata per la partenza dell'eroe troiano; nè
manca un cenno alla grandezza di Roma e alla visione del
Campidoglio sotto la specie di apoteosi: infatti il poema è
una replica latina e mediterranea alla cupa e triste
mitologia nordica dell'Anello del Nibelungo; la musica fu
composta dallo stesso Berlioz.