Lorenzo da Ponte, pseudonimo di Emanuele Conegliano, nacque
a Cèneda, oggi Vittorio Veneto, nel 1749. Personaggio
estroso, dalla vita avventurosa, amico di Casanova e Gasparo
Gozzi, viaggiò a lungo in Europa. Fu anche a Vienna, dove
frequentò l'ambiente dei musicisti: qui, per interessamento
di Salieri, ebbe il titolo di poeta di corte. Entrò così in
contatto con Mozart, per la cui musica scrisse i tre
celeberrimi libretti. L'ultima parte della sua vita Da Ponte
la trascorse negli Stati Uniti, dove visse alternando
l'insegnamento delle lettere italiane e latine a una serie
di attività economiche disastrose. Morì a New York nel 1838.

Da Ponte è il miglior librettista italiano del Settecento,
la cui arte tocca il vertice proprio nei tre libretti che
preparò per Mozart: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così
fan tutte. La drammaturgia operistica di Da Ponte si
caratterizza per la straordinaria abilità nel contaminare
fonti diverse e dare così parvenza di originalità anche a
storie altrimenti consunte. I dialoghi dei recitativi hanno
un'essenzialità che li sottrae a ogni convenzionalità,
riuscendo straordinariamente efficaci sia nel registro
comico sia in quello patetico.
Così fan tutte
Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti è un'opera
lirica di Wolfgang Amadeus Mozart (KV 588). Il libretto,
denominato dramma giocoso in 2 atti, è di Lorenzo Da Ponte,
ed è liberamente basato su un fatto realmente accaduto a
Trieste. La prima rappresentazione ebbe luogo al Burgtheater
di Vienna il 26 gennaio 1790.
Atto primo
In una bottega di caffè a Napoli, assieme a Don Alfonso
siedono i due ufficiali Ferrando e Guglielmo che vantano la
fedeltà delle loro fidanzate, Dorabella e Fiordiligi.
Don Alfonso li contraddice affermando che la fedeltà
femminile non esiste e che, se si presentasse l'occasione,
le due innamorate dimenticherebbero i loro fidanzati e
passerebbero a nuovi amori. I due intendono sfidarlo a
duello per difendere l’onore delle future spose. Don Alfonso
scommette cento zecchini per provare ai due amici che le
fidanzate non sono diverse dalle altre donne: per un giorno,
Ferrando e Guglielmo dovranno attenersi ai suoi ordini. Nel
giardino della casa sul golfo Fiordiligi e Dorabella
contemplano sognanti i ritratti dei fidanzati. Don Alfonso
reca loro una notizia terribile: i fidanzati sono richiamati
al fronte e devono partire all’istante. Arrivano Ferrando e
Guglielmo e fingono di partire. La cameriera Despina,
complice di Don Alfonso, espone alle sorelle le proprie idee
circa la fedeltà maschile ed esorta Fiordiligi e Dorabella a
«far all’amor come assassine»: i fidanzati al fronte faranno
altrettanto. Don Alfonso cerca l’aiuto di Despina,
promettendole venti scudi se insieme riusciranno a far
entrare nelle grazie delle sorelle due nuovi pretendenti.
Travestiti da ufficiali albanesi, si presentano Ferrando e
Guglielmo. Le padrone irrompono furenti per la presenza
degli sconosciuti e i finti albanesi si dichiarano
spasimanti delle sorelle. Don Alfonso presenta gli ufficiali
come suoi cari amici. Alle loro rinnovate e caricaturali
offerte d’amore, Fiordiligi risponde che serberanno fedeltà
agli amanti fino alla morte. Fiordiligi e Dorabella si
ritirano. Don Alfonso si allontana con gli albanesi, che
poco lontano fingono di bere un veleno. Don Alfonso finge di
andare in cerca di un medico e lascia i due agonizzanti
davanti alle esterrefatte sorelle, che iniziano a provare
compassione. Arriva Despina travestita da medico, declamando
frasi in un latino maccheronico e fa rinvenire gli albanesi
toccandoli con una calamita. i finti albanesi rinnovano le
dichiarazioni di amore e abbracciano le donne. Despina e Don
Alfonso guidano il gioco esortando le donne ad assecondare
le richieste dei nuovi spasimanti resuscitati, i quali si
comportano in modo molto passionale. Quando i due pretendono
un bacio, Fiordiligi e Dorabella si infiammano indignate e
rifiutano.

Atto secondo
Nella loro camera Fiordiligi e Dorabella vengono convinte da
Despina a «divertirsi un poco, e non morire dalla
malinconia», senza mancare di fede agli amanti, s’intende.
Giocheranno, nessuno saprà niente, la gente penserà che gli
albanesi che girano per casa siano spasimanti della
cameriera. Resta solo da scegliere: Dorabella, che decide
per prima, vuole Guglielmo, e Fiordiligi apprezza il fatto
che le spetti il biondo Ferrando.
Nel giardino sul mare i due albanesi hanno organizzato una
serenata alle dame, i suonatori e i cantanti arrivano in
barca. Don Alfonso e Despina incoraggiano gli amanti e le
donne a parlarsi e li lasciano soli. Fiordiligi e Ferrando
si allontanano, suscitando la gelosia di Guglielmo, che
offre un regalo a Dorabella e riesce a conquistarla.
Fiordiligi è sconvolta, capisce che il gioco si è mutato in
realtà. Quando Ferrando si accomiata ella ha un attimo di
debolezza e vorrebbe richiamarlo, poi rivolge il pensiero al
promesso sposo Guglielmo e si proclama a lui fedele. Questi
è impacciato nel comunicare a Ferrando che Dorabella ha
ceduto facilmente, ma è felice del fatto che Fiordiligi si
sia dimostrata «la modestia in carne», commentando
l’infedeltà di Dorabella.
In casa, Dorabella esorta Fiordiligi a divertirsi.
Fiordiligi decide di travestirsi da ufficiale e raggiungere
il promesso sposo sul campo di battaglia: si fa portare
delle vesti maschili, si guarda allo specchio, constata il
fatto che cambiare abito significa perdere la propria
identità; immagina di trovarsi già sul posto e che Guglielmo
la riconosca, ma Ferrando la interrompe, e chiede la sua
mano, rivolgendosi a lei con parole che probabilmente
Guglielmo non le ha mai detto. Guglielmo ha assistito al
dialogo, è furente, e anche Ferrando odia la sua ex
fidanzata, ma Don Alfonso, che ha dimostrato quanto voleva,
li esorta a finire la commedia con doppie nozze: una donna
vale l’altra, meglio tenersi queste “cornacchie
spennacchiate”. Don Alfonso spiega di non voler accusare le
donne, anzi le scusa, è colpa della natura se «così fan
tutte».
Nella sala illuminata, con la tavola imbandita per gli
sposi, Despina organizza i preparativi e il coro di servi e
suonatori inneggia alle nuove coppie. Al momento del
brindisi Fiordiligi, Dorabella e Ferrando cantano un canone,
su un tema affettuoso, da musica da camera, mentre Guglielmo
si mostra incapace di unirsi a loro e commenta: «Ah,
bevessero del tossico / queste volpi senza onor!».
Il notaio (che è Despina travestita) fa firmare il finto
contratto nuziale. Un coro interno intona “Bella vita
militar!” e le sorelle rimangono impietrite: tornano i
fidanzati. Nascosti gli albanesi in una stanza, esse si
preparano ad accogliere Ferrando e Guglielmo, che fingono di
insospettirsi quando scoprono il notaio e il contratto.Don
Alfonso si giustifica: ha agito a fin di bene, per rendere
più saggi gli sposi. Le coppie si ricompongono e tutti
cantano la morale: «Fortunato l’uom che prende / ogni cosa
pel buon verso, / e tra i casi e le vicende / da ragion
guidar si fa».
WOLFGANG AMADEUS MOZART