
Libretto del poeta austriaco Hugo von Hofmannsthal
(1874-1929), scritto per la musica di Richard Strauss e
pubblicato nel 1920
L'azione si svolge in un mitico impero dei mari del Sud, in
un'epoca favolosa. L'imperatore, a caccia, ferisce un giorno
una bianca gazzella, la quale si tramuta in una giovane
donna bellissima: i due si sposano, e la fanciulla porta con
sè la propria nutrice. La giovane è figlia del re degli
spiriti, ma unendosi all'imperatore non acquista la piena
umanità, rimane a mezza via: infatti non getta ombra ed è
sterile. La giovane ne è profondamente umiliata, e poichè un
falco emissario di suo padre le annuncia che, trascorso un
certo periodo, se non acquisterà l'ombra lo sposo diverrà di
pietra, segue i malvagi consigli della nutrice e discende
tra gli uomini a ordire un inganno che le doni l'ombra e la
fecondità. La sorte la conduce con la nutrice, durante
un'assenza del marito, in casa di Barak il tintore, la cui
donna è anch'essa sterile e scontenta. La nutrice approfitta
del suo scontento per indurla in peccato, con doni e
l'omaggio di un giovane ammiratore, onde farle perdere
l'ombra a favore dell'imperatrice. La moglie di Barak cade
nel tranello, si rivolta contro il marito e gli confessa di
aver venduto la propria ombra e la speranza di futura prole.
Dinanzi all'ira di Barak, la donna però si umilia e chiede
perdono: entrambi sono inghiottiti dalla terra, mentre
l'imperatrice viene trasportata nel regno di suo padre, ove
trova lo sposo già impietrito: il suo pentimento tuttavia
salva dall'angoscia eterna gli spiriti di Barak e della
moglie e restituisce la vita all'imperatore. I figli non
nati di entrambe le coppie chiudono con un cantico l'azione.
Tratto da un'antica fiaba orientale, questo libretto,
montato con perfetta aderenza melodrammatica e musicalità di
versificazione, appartiene a quel gruppo di opere
Hofmannsthaliane che con virtuosismo formale e barocco
slancio di fantasia concludono l'attività dello scrittore
austriaco, il quale soprattutto per esse rimane un modello
di simbolico estetismo.
Hugo von Hofmannsthal