LE OPERE

    

Elettra




Tragedia del poeta austriaco Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), composta nel 1903, musicata da Richard Strauss con qualche ritocco (1908).

Sia il taglio in un atto sia il numero e la qualifica dei personaggi seguono la traccia sofoclea. Nella reggia di Micene, Elettra, figlia di Agamennone e di Clitennestra, lamenta ancora a distanza di anni la morte del padre, avvenuta, come tutti sanno, a opera della moglie e del fratello Egisto, al suo ritorno da Troia. L'unico figlio maschio, Oreste, è stato allontanato fanciullo dalla reggia, perchè i colpevoli temono in lui il futuro vendicatore del padre. Elettra non perdona: l'orrore del misfatto ha acuito i suoi sensi, facendole indovinare la trama ordita dalla madre, che lei odia e che la odia. La ragazza viene trattata, nella reggia, alla stregua delle serve, vilipesa e perseguitata, mentre la sorella minore Crisotemide, che non ha il coraggio di rivoltarsi apertamente contro il re e la regina, languisce tuttavia per colpa di Elettra in una segregazione che la esaspera e l'avvilisce. L'odio di Elettra cresce a dismisura di giorno in giorno: sente giorno e notte i lamenti del padre che giace invendicato e invoca la presenza del fratello Oreste, a punire i colpevoli. In una scena molto drammatica, Clitennestra, oppressa dai sogni da cui vorrebbe liberarsi con sacrifici umani, affronta per un'ennesima volta la figlia Elettra e cerca di carpirle il segreto di un sacrificio che valga a rasserenarla e a liberarla dagli incubi. Intanto giungono messi dal luogo dove è trattenuto Oreste, i quali annunziano la morte dell'eroe, causata da cavalli in corsa. Clitennestra gioisce di nascosto, mentre le due sorelle affrante lo piangono, ed Elettra decide subito di compiere lei stessa con l'aiuto di Crisotemide la vendetta che non può ormai più attendere. Mentre è occupata a dissotterrare l'ascia con cui fu ucciso il padre, per usarla contro i colpevoli, si fa avanti uno dei due messi che hanno portato la notizia della morte di Oreste, il più giovane: a poco a poco si rivela commosso dalla tragedia della ragazza e, quando un servo corre a baciargli le mani, Elettra comprende di trovarsi di fronte a Oreste stesso vivo. La sua gioia è travolgente e mentre il fratello entra nella reggia per recarsi, sempre travestito da messo, a recare ufficialmente la ferale notizia della morte di Oreste alla regina (in realtà per uccidere la madre ed Egisto), Elettra attende fuori e guida anche Egisto dentro la reggia. Le grida dei due, poco dopo, abbattuti dalla mano vendicatrice di Oreste, e l'accorrere giubilante di Crisotemide trovano Elettra, quasi fuori di sè, che si dimena in una danza di gioia, fino a stramazzare morta. La rielaborazione della tragedia sofoclea non impedisce a Hofmannsthal, che già con alcuni drammi si era cimentato nel genere teatrale, di rinnovarne da cima a fondo il "linguaggio". In effetti, la tragedia ha ora per protagonista assoluta Elettra, mentre Clitennestra ne diviene il contrappunto antagonistico, pure acquistando in bieca ferocia e selvaggia ansia di liberazione dai suoi rimorsi occulti. Gli altri personaggi serbano il taglio e l'importanza che hanno nella tragedia greca. Quella che balza assolutamente rinnovata come figura è, appunto, Elettra: abbiamo qui una giovane donna che il naturalismo wedekindiano, di cui indubbiamente Hofmannsthal ha subito gli influssi, rende oltremodo complessa. L'odio maturato dal trauma dell'amor filiale ferito, e del colpevole amore della madre pervenuta al delitto per difenderlo, la purezza giovanile sconvolta dai violenti contrasti di sentimenti, la sensualità acuita dal dolore e dallo spettacolo della perversità materna, l'angoscia vendicatrice in cerca di sfogo nella speranza dell'invocato intervento fraterno, tutto si accumula a fare dell' Elettra hofmannsthaliana una furia invasata, avida di sangue e di liberazione: il personaggio è talmente seguito dall'autore nei suoi contorcimenti, talmente scandito nei versi sontuosamente lucenti, da risultare rinnovato dal di dentro in una figura rimasta unica nel suo teatro.



Hugo von Hofmannsthal


Catalogo Opere

HOME PAGE

Libri antichi

Nuove uscite

RICHARD STRAUSS

2008 - Parodos Opere