| Gaetano Donizetti |
(Bergamo, 29
novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848)
La
Carriera del bergamasco Gaetano Donizetti non fu certo una delle più facili.
L'allievo di Simone Mayr, poco più che ventenne, si affaccia sul panorama
musicale della sua epoca e si deve confrontare con Rossini dominatore ed un
Bellini ormai ad un passo dalla celebrità. Donizetti si trova nella classica
posizione di terzo incomodo. Lo aiuta un genio fertilissimo che lo supporterà
nel frenetico lavoro nel quale si getta e che lo porterà a comporre oltre
settanta opere comprese le revisioni.
Il suo grande rivale era Bellini; con lui lo scontro era diretto. Quando
Donizetti, nel 1830, finalmente conquistava Milano con l'opera "Anna Bolena", il
trionfo della "Sonnambula" e della "Norma" belliniane offuscarono quel successo
un anno dopo.
Ma il tenace Donizetti continuò imperturbabile il suo lavoro: dal 1832 compose "L'elisir
d'amore" che, con il "Don Pasquale" (1843), sono i suoi capolavori comici, opere
buffe venate però da un sottile velo di malinconia, in particolare nel "Don
Pasquale".
Seguono "Parisina" e "Torquato Tasso" del 1833. Quest'ultima opera venne scritta
per il celebre baritono Giorgio Ronconi, al quale Donizetti affidò una splendida
scena finale, unica, nel suo genere, per una voce di baritono che nell'opera
romantica aveva generalmente una parte di contrasto al protagonista tenore.
Nel 1834 vanno in scena "Lucrezia Borgia" e "Maria Stuarda", mentre l’anno
successivo "Marin Faliero" e l'opera considerata il suo capolavoro, "Lucia di
Lammermoor".
"Lucia" è certamente una delle vette più compiute della drammaturgia
donizettiana. L'atmosfera romantica pervade tutta l'opera: l'orchestra evoca la
Scozia del romanzo di Walter Scott, "The Bride of Lammermoor" dal quale
Salvatore Cammarano ha tratto il pregevole libretto.
Il personaggio di Lucia è uno dei più compiuti dell'opera romantica. Il suo
canto purissimo e l'espressione di questa fragile creatura che, già dal suo
apparire, è conscia del suo triste destino, della sua follia: solo attraverso il
delirio potrà vivere quello che la vita reale non le ha concesso.
L'instancabile produzione di Donizetti continuò anche negli anni che seguirono
il trionfo di "Lucia". Il "Belisario", opera suggestiva e ricca di belle pagine,
trionfò a Venezia nel 1836 e fu seguita da altri fortunati lavori: "Il
Campanello" (1836), "Roberto Devereux" (1837). L'intensità della sua attività lo
aiutò a superare i travagli della sua vita privata attraversata da vicende
quanto mai tristi: la perdita in rapida successione dei genitori, dei figli e
della moglie lasciò Donizetti in uno stato di profonda prostrazione.
Nel 1839 egli cercò la definitiva affermazione conquistando il pubblico parigino.
Ottenne un notevole successo con "La fille du regiment" (1840) e "La favorite",
rappresentata la sera del 2 dicembre 1840 all'Opéra con straordinario successo.
Nel 1842 Donizetti aveva già composto la "Linda di Chamounix" con la quale
conquista il pubblico di Vienna, dove aveva già ottenuto l'incarico di maestro
di cappella dell'imperatore (incarico che fu anche di Mozart e di Haydn).
L'ultimo periodo di attività di Donizetti lo vede diviso tra Vienna e Parigi,
dove nel 1843 applausi entusiastici accolsero il suo "Don Pasquale". Il 5 giugno
è nuovamente a Vienna dove porta in scena "Maria di Rohan". A novembre è
nuovamente a Parigi per il "Don Sebastiano". A gennaio lo ritroviamo a Vienna.
Qui andava in scena l' "Ernani" di Verdi e Donizetti, che aveva già assistito ad
una rappresentazione di "Nabucco", capì che a Giuseppe Verdi stava per aprirsi
una grande carriera.
Nel frattempo, le condizioni fisiche del musicista andavano aggravandosi. I
sintomi della sifilide, che aveva colpito Donizetti attorno al 1845, lo
conducono alla pazzia e non gli consentono di portare a termine la sua ultima
opera "Il Duca d'Alba", che verrà completata dal musicista Matteo Salvi.
Il 19 settembre del 1847, dopo aver vinto le ultime resistenze delle autorità
parigine, il povero Donizetti inizia il doloroso ritorno alla città natale dove
si spegnerà l'8 aprile 1848.
Ritratto della moglie del compositore
ELENCO DELLE OPERE IN ORDINE DI COMPOSIZIONE
1)
Il Pigmalione
2) Enrico di Borgogna
3) Una follia
4) Le nozze in villa
5) Il falegname di Livonia, ossia Pietro il grande
6) Zoraide di Granata
7) La zingara
8) La lettera anonima
9) Chiara e Serafina
10) Alfredo il grande
11) Il fortunato inganno
12) L'ajo nell'imbarazzo
13) Emilia di Liverpool (anche come L'eremitaggio di Liverpool)
14) Alahor in Granata
15) Elvida
16) Gabriella di Vergy
17) Olivo e Pasquale
18) Otto mesi in due ore
19) Il borgomastro di Saardam
20) Le convenienze teatrali
21) L'esule di Roma, ossia Il proscritto
22) Alina, regina di Golconda
23) Gianni di Calais
24) Il paria
25) Il giovedì grasso
26) Elisabetta al castello di Kenilwoorth
27) I pazzi per progetto
28) Il diluvio universale
29) Imelda de Lambertazzi
30) Anna Bolena
31) Gianni di Parigi
32) Francesca di Foix
33) La romanziera e l'uomo nero
34) Fausta