| Gioacchino Rossini |
(Pesaro 29 II 1792 - Passy, Parigi, 13 XI 1868).
Il primo
Ottocento italiano è dominato dal genio musicale di Gioacchino Rossini. La
complessità della figura di Rossini è unica, sospesa com'era tra la storia e
l'aneddotica: il musicista pesarese ne esce come proverbiale pigrone, dedito
soprattutto al cibo, ma allo stesso tempo compositore dai ritmi frenetici,
capace di sfornare un'opera in poche settimane.
Famose sono le sue battute tramandate da illustri testimoni, uno su tutti Henry
Boyle, detto Stendhal: “La verità è sicuramente nel mezzo e, sebbene
ridimensionata, non toglie nulla alla grandezza di Rossini”.
Appassionato studioso di Mozart e Haydn, nonché della tradizione operistica dei
Cimarosa e dei Paisiello, Rossini muove i primi passi teatrali tra il 1808 e il
1809 con l'opera “Demetrio e Polibio”, che andò in scena solamente nel 1812.
L'opera pur frenata da un certo accademismo, mostra già un Rossini molto attento
all'orchestra, nonché alla costruzione delle situazioni teatrali: duetti,
terzetti e scene d'assieme molto ben calibrate.
Ma è nel genere dell'opera buffa che il giovane Gioacchino raccoglie i primi
successi: a partire da “La cambiale di matrimonio” (1810), farsa in un'atto
nella quale il musicista è già pienamente se stesso.
I successivi lavori da “L'inganno felice” a “La scala di seta” fino
all' “Occasione fa il ladro” e “Il signor Bruschino”, affinano sempre di più il
suo personalissimo stile, fatto di un brillante canto fiorito, nonché di una
vivacità teatrale e orchestrale già presente nelle sinfonie d'apertura, con i
famosi crescendo, quel passaggio, cioè, dal piano al fortissimo che resterà la
sua firma.
L'orchestra rossiniana è un'orchestra capace anche di sottolineare perfettamente
ogni situazione scenica in totale sintonia con le voci. La grandezza dell'opera
comica di Rossini, che conoscerà i suoi vertici nei titoli più acclamati:
“L'Italiana in Algeri” (1813), “Il barbiere di Siviglia” (1816), “La
Cenerentola” (1817), al di là dei pregi strettamente musicali, va vista anche
nel modo in cui il compositore affronta il genere buffo.
Consapevole della grande tradizione dell'opera buffa napoletana, egli trasforma
quelli che erano ormai dei personaggi stereotipati in caratteri umani. Nessuno
dei personaggi comici di Rossini è una macchietta, poiché non esiste un'unica
angolatura dalla quale osservarli; in essi agiscono sempre i sentimenti, cattivi
o buoni che siano. Un po' come in Mozart, Rossini resta spesso a cavallo tra i
generi. La satira è sicuramente una delle armi più affilate del pesarese, ma in
molte delle sue opere comiche è evidente anche un aspetto malinconico, se non
addirittura drammatico: è il caso de “La Cenerentola “ o ancora di più de “La
gazza ladra” (1817), opera che sfiora la tragedia.
Non meno complesso è il rapporto di Rossini con l'opera seria. Anche qui il
musicista sembra voler assumere una posizione ambigua. Nel 1813 con la prima
rappresentazione del “Tancredi” al Teatro La Fenice di Venezia, Rossini coglieva
il primo importante successo nel genere serio. E a tale proposito si smentisce
subito anche la tradizionale visione del personaggio Rossini burlone per
antonomasia. La sua stessa produzione lo conferma: ventidue opere serie contro
quattordici opere buffe.
Questo equivoco è sicuramente legato al fatto che solo in anni recenti si è
tornati a dare una giusta valutazione al Rossini serio. Il compositore sfuggí
sempre alle regole del romanticismo: ne rifiutò il realismo espressivo, sebbene
a volte ne accettò gli accenti di fremente lirismo, le immagini patetiche, le
struggenti ombreggiature. Il musicista si sente come l'ultimo depositario della
grande tradizione dell'opera seria metastasiana.
Ma Rossini non va giudicato come un musicista retrò, anzi, spesso precorre i
tempi e per la sua modernità a volte non viene compreso: è il caso di quel
capolavoro assoluto che è “Ermione” rappresentata senza successo a Napoli nel
1819. La struttura del numero chiuso è sostituita da grandi blocchi drammatico -
musicali. Lo si capisce già dalla sinfonia, spezzata da un coro dietro le scene,
che ritroveremo all'aprirsi del palcoscenico. L'opera prosegue in un continuo
compenetrarsi dei numeri musicali che trova l'apice nel secondo atto, con la
grande scena della protagonista, nella quale si inseriscono parti di recitativo
ed un corteo nuziale.
Se il pubblico napoletano non comprese la grandezza di “Ermione”, il pubblico
italiano in genere, non capì nemmeno il “Guglielmo Tell ” (1829), ultimo grande
lavoro rossiniano. La monumentale partitura, con tutti quei cori, danze e grandi
scene d'assieme, che testimoniava la volontà di Rossini di avvicinarsi alla
nuova sensibilità romantica, non trovò il gradimento dei nostri teatri per tutto
l'Ottocento.
La grandezza del nome di Rossini, accanto al quale si stavano per unire i nomi
di Bellini, Donizetti e più tardi di Verdi, segna il nuovo grande momento del
melodramma in Italia.
RIUNIONE IN CASA ROSSINI
COMPOSIZIONE DELLE OPERE TEATRALI IN ORDINE DI RAPPRESENTAZIONE
La cambiale di matrimonio......... farsa comica in un atto
L'equivoco stravagante................ dramma giocoso in due atti
L'inganno felice............................. farsa in un atto
Ciro in Babilonia........................... dramma con cori in due atti
La scala di seta.............................. farsa comica in un atto
Demetrio e Polibio........................ dramma serio in due atti
La pietra di paragone................... melodramma giocoso in due atti
L'occasione fa il ladro.................. burletta in un atto
Il signor Bruschino....................... farsa giocosa in un atto
Tancredi........................................ melodramma eroico in due atti
L'italiana in Algeri....................... dramma giocoso in due atti
Aureliano in Palmira.................... dramma serio in due atti
Il turco in Italia............................. dramma buffo in due atti
Sigismondo.................................... dramma in due atti
Elisabetta, regina d'Inghilterra .. dramma in due atti
Torvaldo e Dorliska...................... dramma semiserio in due atti
Il barbiere di Siviglia.................... dramma giocoso in due atti
La Gazzetta................................... opera buffa in due atti
Otello............................................ dramma in tre atti
La gazza ladra............................... melodramma in due atti
La cenerentola.............................. dramma giocoso in due atti
Armida........................................... dramma in tre atti
Adelaide di Borgogna................... dramma in due atti
Mosè in Egitto...............…............ azione tragico-sacra in tre atti
Ricciardo e Zoraide...................... dramma in due atti
Ermione......................................... azione tragica in due atti
Eduardo e Cristina....................... dramma in due atti
La donna del lago.......................... melodramma in due atti
Bianca e Faliero............................ melodramma in due atti
Maometto II.................................. dramma in due atti
Matilde di Shabran...................... melodramma giocoso in due atti
Zelmira.......................................... dramma in due atti
Semiramide................................... melodramma tragico in due atti
Il viaggio a Reims......................... dramma giocoso in un atto
Adina............................................ farsa in un atto
Moise et Pharaon.......................... opera seria in quattro atti
Le comte Ory................................ opera comica in due atti
Guglielmo Tell............................... opera seria in quattro atti