
Racconto dello scrittore russo Nikolaj Semjonovic Leskov
(1831-1895), pubblicato nel 1866.
E'
uno dei più famosi racconti del grande scrittore, dedicato a
una "Bovary" della provincia russa, una donna dalla forte
passionalità, per cui non si ritrae neppure di fronte ai più orrendi delitti. Katerina L'vovna, moglie di un agiato
mugnaio assai più vecchio di lei, vive nella grande casa del
marito, con questi (Zinovij Borisyc) e il suocero (Boris
Timofejc). In gioventù aveva condotto una vita libera e
felice: ma in quella cupa casa di mercantimugnai si annoia a
morte. Sempre sola, si aggira per le stanze, in preda a una
noia che poi era desiderio di passione, di amore. Una volta
che il marito deve allontanarsi perchè la diga del mulino,
che si trova assai distante, ha ceduto, e occorre provvedere
ai lavori di riparazione, la donna rimasta sola accoglie le
proposte d'amore di un garzone, Sergej, un bellimbusto, una
specie di don Giovanni, al quale non pare vero di godersi la
padrona. In un crescendo di delitti, i due eliminano tutti
coloro che danno loro fastidio: Katerina avvelena il vecchio
suocero, poi, al ritorno del marito, che era stato avvisato
dello strano comportamento della moglie, Katerina e Sergej
uccidono anche lui e lo seppelliscono in cantina. Sergej e
Katerina ora possono darsi liberamente al loro amore e
Sergej è contento, perchè sa che i soldi e i beni della padrona
sarebbero prima o poi stati anche suoi. Senonchè il marito
aveva un nipote, al quale spetta una parte dell'eredità. E
Sergej non lo può tollerare. Il bambino, Fedja, viene ad
abitare incautamente da loro con la nonna. E un giorno,
mentre tutti sono in chiesa, i due amanti compiono il loro
crimine più infame: soffocano il povero Fedja. Ma l'orribile
delitto, per puro caso, viene scoperto: un gruppo di persone
che passavano vicino alla casa di Katerina L'vovna scorgono,
attraverso la finestra, ciò che succede, corrono in casa,
sperando di fare in tempo a salvare il bambino: non ci
riescono ma i due infami vengono arrestati e poi condannati
ai lavori forzati in Siberia. Il racconto però non finisce
qui: Katerina, pazza d'amore per Sergej, vuole stargli
vicino, corrompe le guardie perchè durante il trasporto le
permettano di passare qualche momento con lui: l'uomo però vuol far l'amore con altre, con la prostituta Fjona e, più ancora, con una sfrontata giovane deportata, Sonecka: la
rabbia di Katerina è al culmine anche perchè Sergej e Sonecka
la scherniscono ferocemente. E mentre il traghetto dei
deportati sta attraversando il Volga, in un impeto di
disperato furore, Katerina si getta nelle acque, trascinando
con sè Sonecka.
Il compositore russo Dmitrij Sostakovič ha
scritto un'opera, ispirata a questo racconto, e con lo
stesso titolo.
LA TRAMA
ATTO I
Quadro I
Vengono sottolineate le umiliazioni alle quali Caterina è
sottoposta da parte del suocero, che non solo la importuna e
vorrebbe possederla, ma le rinfaccia di non riuscire ad
avere figli. Come se non bastasse, poiché il marito di
Caterina, Sinovio, dovrà allontanarsi per alcuni giorni,
Boris fa giurare, davanti a tutta la servitù, che rimarrà
fedele al consorte lontano.
La cuoca Aksinia, allora, interviene e le fa notare un bel
garzone assunto da poco.
Quadro II
Alcuni lavoranti insidiano e maltrattano la deforme Aksinia,
aizzati proprio da Sergej. Caterina interviene in difesa
della donna, ma pur essendo provocata da Sergej, ne rimane
attratta.
Quadro III
Caterina si dispera per la sua atroce solitudine. Sergej si
introduce nella sua camera da letto e seduce Caterina.
ATTO II
Quadro I
Boris è eccitato e tormentato dalla presenza di Caterina, al
punto da decidere di assolvere ai doveri coniugali in vece
del figlio. Mentre sta progettando tali lascivie, gli cade
addosso, dalla finestra della camera di Caterina, Sergej.
Boris lo riduce in fin di vita a frustate di fronte agli
occhi di tutti i servitori e di Caterina stessa: quindi
Sergej viene rinchiuso in cantina. Caterina avvelena Boris
mettendo del veleno per topi nel suo piatto; dopo avergli
sottratto la chiave della cantina dove è rinchiuso l'amante,
assiste alle funzioni del pope, chiamato per assistere il
moribondo.
Quadro II
Caterina è a letto con Sergej, tormentata dai rimorsi:
arriva il marito, che viene ucciso dai due e nascosto in
cantina.
ATTO III
Quadro I
Caterina e Sergej si sposano, mentre il marito è dato per
disperso. Caterina è ossessionata da ciò che ha fatto e
guarda terrorizzata verso la cantina. Un servo ubriaco,
mentre gli altri sono in chiesa per il matrimonio, credendo
che le occhiate di Caterina nascondano la presenza di un
buon vino, sfonda la porta della cantina, trova il cadavere
di Sinovio e chiama la polizia.
Quadro II
Nel distretto di polizia i gendarmi si annoiano e, per
passare il tempo, si divertono a creare problemi a qualche
intellettuale, ad esempio accusando di nichilismo un
innocente insegnante.
Quadro III
Caterina, alla fine della cerimonia, si accorge che la
cantina è stata aperta ma è troppo tardi per fuggire.
ATTO IV
Caterina e Sergej si trovano in un accampamento, di notte,
mentre sono in viaggio verso la Siberia perché condannati a
lavori forzati. Caterina corrompe una guardia perché le
permetta di passare la notte con Sergej, ma lui la considera
ormai solo una fonte di disgrazie ed è invece attratto da
un'altra detenuta più giovane, Sonetka, alla quale regala le
calze di lana che Caterina gli ha dato. Tutti si prendono
gioco di lei: Caterina, disperata, si getta nel fiume
trascinando con sé la rivale. Le due donne annegano, mentre
i deportati riprendono la marcia.