
Libretto d'opera di Luigi Illica (1857-1919) e Giuseppe
Giacosa (1847-1906), musicato da Giacomo Puccini e
rappresentato la prima volta a Milano il 17 febbraio 1904.
Butterfly è una giapponesina, una geisha di Nagasaki, della
quale si innamora un ufficiale di marina americano,
Pinkerton; la geisha accetta di sposarlo, abiura la sua
religione e si fa cristiana. Poi Pinkerton inventa una scusa
(il richiamo in patria), e si allontana promettendole di
ritornare in primavera: questo è il contenuto del primo
atto. Nel secondo ( è ormai trascorso un lungo tempo di tre
anni e Butterfly ha un figlio) la geisha, sempre innamorata
e in attesa del ritorno del suo ufficiale, sente un colpo di
cannone: è l'annuncio che sta arrivando una nave. E' proprio
la nave di Pinkerton. Nel terzo atto l'ufficiale sbarca
portando con sè un'altra donna: infatti si è sposato a New
York ed è ritornato per riprendersi il bambino, che la
moglie è disposta ad allevare. Siccome non ha il coraggio di
parlare direttamente a Butterfly, incarica il console
Sharpless di fare l'ambasciata: quando Butterfly viene a
sapere che le sarà tolto il bambino, impazzisce dal dolore e
si uccide. In quest'opera così profondamente umana, Puccini
esprime il meglio dell'animo femminile: la sua musica è
rimasta famosa soprattutto nel brano del secondo atto Un bel
dì vedremo; dramma quindi assai popolare, capace di parlare
al cuore di tutti gli ascoltatori.
Giacomo
Puccini