LE OPERE

    

Tannhàuser e la contesa canora nella Wartburg


Poema drammatico dello scrittore tedesco Richard Wagner (1813-1883)

Si tratta della composizione drammatica che fa da testo (o libretto) all'opera Tannhàuser dello stesso Wagner. Fu scritta negli anni 1842-1843 in seguito a un fortunoso viaggio dell'autore attraverso la Turingia, di ritorno da Parigi e diretto a Dresda, appunto nel 1842. La contemplazione del castello medievale denominato Wartburg e le reminiscenze storico-leggendarie e anche letterarie (Hoffmann, Heine e la narrazione mitologica dei fratelli Grimm) inducono Wagner a una prima stesura del poema, in cui la saga di Tannhàuser e quella della contesa canora che aveva avuto luogo appunto alla Wartburg nel Medioevo tra i poeti-cantori subisce una contaminazione, il cui risultato, nella prima stesura venne da Wagner intitolato Il monte di Venere (Der Venusberg). Il titolo, censurato dalla commissione che più tardi esaminò l'opera, venne mutato come sopra, contraendosi poi ancora nel lavoro musicale. Il nome del protagonista (che nell'arcaica dizione medio-altotedesca suona Tannhuser) corrisponde a quello di un poeta lirico del sec. XII, di origine austriaca, che visse alla corte ducale d'Austria, dandosi poi a lunghi vagabondaggi di cui sono specchio fedele le sue liriche: Tannhàuser è un Minnedichter (poeta d'amore), dotato di forza e fantasia, ma spesso anche rude e ironico. La sua inquieta figura divenne presto leggendaria: si narrava che attratto da Venere entro il monte che portava il suo nome (Venusberg), egli a un certo punto avesse cercato salvezza mediante un pellegrinaggio a Roma. Durante il viaggio, il suo bastone di pellegrino miracolosamente era rinverdito e ciò lo aveva fatto sperare nel perdono divino. Il papa lo aveva però respinto con dure parole, e Tannhàuser, disperato, era ricaduto nelle maglie e nelle arcane magie del Venusberg. Risorta durante il romanticismo, la leggenda era stata rielaborata da Tieck nel 1799 nella novella Der getreue Eckart und der Tannhàuser (Il fedele Eckart e il Tannhàuser); vennero poi Hoffmann nel 1819 e Heine nel 1836; se ne occuparono anche Arnim e Brentano. Wagner svolge il tema mescolandovi anche sue occasionali esperienze di quel viaggio (la canzone del pastore). Tannhàuser è mostrato al primo atto prigioniero nel Venusberg, delle arti di Venere; dopo una dura lotta interiore è avviato alla Wartburg a prender parte alla contesa canora con altri poeti dell'epoca, tra cui Wolfram von Eschenbach e Walter von der Vogelweide: quivi la dolce figura di Elisabetta, figlia del conte, riesce non solo a temperare la passionalità dei suoi canti, giudicati peccaminosi dagli altri poeti, ma a indurlo a un viaggio di redenzione a Roma. Il terzo atto lo vede avviato verso Roma, guidato dalla preghiera della misericordiosa Elisabetta, incarnazione dell'amore puro e disinteressato, di contro a Venere, ch'è la passione dei sensi.



RICHARD WILHELM WAGNER


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