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Libretto d'opera di Luigi Illica (1857-1919) e Giuseppe
Giacosa (1846-1906)
Musicata da Giacomo Puccini (1858-1924), l'opera fu
rappresentata per la prima volta a Roma nel 1900. La vicenda
ha per sfondo la città di Roma, il periodo è quello della
battaglia di Marengo: protagonisti Tosca, famosa cantante, e
Mario Cavaradossi, un pittore liberale, amante di Tosca. Ma
Tosca è corteggiata dal barone Scarpia, ministro della
polizia pontificia, il quale è convinto che Mario abbia
ospitato nella sua casa un evaso da Castel Sant'Angelo.
Perciò, anche a seguito di qualche reticenza di Tosca,
Scarpia ordina una perquisizione in casa del pittore e
l'arresto dello stesso Cavaradossi, che viene sottoposto a
torture. Tosca è costretta da Scarpia a udire i lamenti del
povero Mario.
A questo punto Tosca rivela il nascondiglio dell'evaso, che
scoperto si uccide, mentre Cavaradossi viene imprigionato e
condannato a morte: potrà essere liberato solo alla
condizione che Tosca ceda a Scarpia. Lei accetta, si fa dare
da Scarpia il salvacondotto, ma subito dopo pugnala il
feroce ministro; corre poi a Castel Sant'Angelo, dove si
trova Mario, contro il quale dovrebbe avvenire, secondo il
patto con Scarpia, una fucilazione a salve. Ma il pittore è
realmente fucilato e Tosca disperata si getta dall'alto del
castello.
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