LE OPERE

    

Tristano




Opera del drammaturgo tedesco Richard Wagner (1813-1883)

Il poema drammatico fu iniziato nel 1854 -1855, ultimato nel 1857, ed quindi quasi contemporaneo al Parsifal. La storia del personaggio risale all'antica letteratura celtica. Tristano, figura della saga celtica passata poi agli Anglonormanni (con Bèroul e Thomas) e da quelli ai Tedeschi (con Eilhard von Oberge e Gottfried von Strassburg), divenne, al tempo della fioritura cavalleresca, la figura ideale dell'amante. Due leggende precedenti (Tristano amato da una fata viene da lei rapito quando s'innamora di una donna e poi la fuga e la vita nella foresta dei due amanti) vengono già nel sec. XII riunite dalla tradizione celtica nella leggenda di Tristano, che parte a chiedere la mano della fanciulla dai capelli d'oro per suo zio Marke (Werbungssage, ossia saga della richiesta di nozze), cui è unito il motivo del filtro d'amore che inebria i due giovani rendendoli nel contempo colpevoli e innocenti. La leggenda di Tristano adombra il tema antichissimo della donna tra due uomini. Dopo Gottfried von Strassburg essa venne rielaborata da Ulrich von Tùrheim e Heinrich von Freiberg; a questi rifacimenti seguono innumerevoli romanzi in francese, inglese, italiano, spagnolo e russo; del 1484 è un romanzo tedesco in prosa, di autore ignoto; nel secolo XVI il poeta Hans Sachs dedica all'argomento quattro canti e una tragedia (1553). Il secolo XIX riprende il tema: W. Schlegel (1800), August von Platen (1828), Immermann (1840), Hermann Kurz (1844) lo trattano come epos e romanza. Dopo Wagner, nel 1907, si ha ancora un dramma, intitolato Tantris der Narr (Tantris il folle), scritto da Ernst Hardt. Due fattori determinanti e trasparenti dal contesto del poema vengono individuati comunemente dai critici, nei confronti di Wagner: la conoscenza e l'approfondimento di Schopenhauer e l'amore per Matilde Wesendonk. Tristano è, a detta dello stesso Wagner, concepito "nel regno della tristezza". In altra lettera, alcuni anni più tardi, Wagner esprimeva alla Wesendonk il suo ringraziamento "dal profondo dell'anima" per aver potuto scrivere il Tristano. I tre atti recano ciascuno una sigla: il primo quella del "filtro di morte", il secondo quella del "sogno d'amore" il terzo quella della "morte per amore". Esse contraddistinguono in un cerchio chiuso, in cui giocano amore, fedeltà e tradimento, questo poema, considerato "l'ultima e più alta cima del romanticismo tedesco" (H. Mayer). I personaggi sono pochi ed essenziali. Tristano e il suo amico Kurwenal, Isotta e la sua confidente Brangania, poi re Marke, un pastore, un giovane marinaio e Melot, ch'è figura di semplice collegamento. Tristano guida la nave su cui sta Isotta, per raggiungere re Marke: ha ucciso il fidanzato di Isotta, Moroldo, e, benchè i due giovani siano gi innamorati l'uno dell'altra, il ricordo del morto sta ancora tra loro. Lei, per cancellare la colpa, prepara un filtro (credendolo un filtro di morte) e glielo porge: ma, una volta bevuto da entrambi, il filtro di morte si trasforma in filtro d'amore, e i due giovani si sentono come staccati dal mondo. In questa trasposizione di filtri è la novità apportata da Wagner alla saga antica: la trasformazione del filtro era avvenuta per opera della confidente Brangania, che aveva visto a fondo nell'animo dei due giovani. Nel secondo atto avviene il notturno convegno d'amore: il quale è stato accostato nella sostanza agli Inni alla notte di Novalis. Brangania veglia sulla loro sicurezza, ma re Marke si avvede e si lamenta del tradimento, mentre Tristano dichiara sua Isotta. Interviene il geloso Melot a ferirlo mortalmente. Tristano viene adagiato nel giardino di Kareol, e Isotta giunge ad assisterlo e a morire con lui. Wagner ha trasformato la saga epica in un grande poema di amore e morte, profondamente simbolico.



Tristano e Isotta


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