LE OPERE

    

Il trovatore





Libretto d'opera in quattro atti di Salvatore Cammarano (1801-1852)

Musicata da Giuseppe Verdi, l'opera, ispirata al dramma spagnolo di Antonio Garcìa Gutièrrez, fu rappresentata per la prima volta a Roma il 19 gennaio 1853. Azucena, una zingara, vuole vendicare sua madre arsa viva dal conte di Luna con l'accusa di stregoneria; a tal fine ha rapito il figliolo più piccolo del conte per farlo morire della stessa morte; se non che Azucena, per errore, anzichè uccidere il figlioletto del Conte, uccide il proprio figlio; mentre il figlio del Conte, ormai divenuto grande e chiamato Manrico, è un trovatore, che si crede figlio della zingara. Questo è l'antefatto: all'inizio del dramma il conte di Luna vorrebbe sposare la bella Leonora, innamorata invece di Manrico. Inutili sono i tentativi del conte di Luna di dissuadere la fanciulla, per cui decide di rinchiudere Manrico e Leonora in una prigione sotterranea. Leonora però vuol salvare il suo Manrico e fa credere al conte di essere sempre innamorata di lui. Così viene liberata, promettendo di cedere al conte. Quindi si reca nella prigione per liberare Manrico: resterà lei in carcere al posto suo. Manrico si rifiuta e Leonora, che si è avvelenata per non cedere al conte, muore proprio ai piedi di Manrico. Sopraggiunge il conte di Luna, che ordina che Manrico sia immediatamente condotto al supplizio e che vi assista anche la zingara Azucena. E' a questo punto che Azucena rivela al conte che egli, in realtà, ha fatto uccidere suo fratello Manrico e che sua madre in tal modo è stata finalmente vendicata. La musica verdiana è altamente drammatica, con stupende melodie.



Giuseppe Verdi


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