Roland Barthes
Roland Barthes, uno dei principali esponenti dello
strutturalismo francese del '900, è nato a Cherbourg nel
1915 ed è morto a Parigi nel 1980. La sua ricerca si colloca
al confine tra diverse scienze umane, assumendo una
posizione del tutto originale, a metà fra il lavoro di
ricerca teorica e quello di scrittura letteraria. Ha
insegnato all'École Pratique des Hautes Études e al Collège
de France. Di Barthes.
Opere: Elementi di semiologia; Saggi critici; L'impero dei
segni; Critica e verità; Sistema della moda; S/Z; Miti
d'oggi; Sade, Fourier, Loyola seguito da Lezione; Frammenti
di un discorso amoroso; Barthes di Roland Barthes; La camera
chiara; Il grado zero della scrittura seguito da Nuovi saggi
critici; L'ovvio e l'ottuso; Il brusio della lingua; La
grana della voce; Incidenti; L'avventura semiologica;
Variazioni sulla scritturaseguite da Il piacere del testo;
Scritti. Società, testo, comunicazione; Il senso della moda;
Lo sport e gli uomini.
S/Z
Elaborazione
di un seminario tenuto alla Ecole pratique negli anni
1968-69, S/Z è la lettura che Barthes ha proposto della
novella Sarrasine di Honoré de Balzac. Ma l'interpretazione
critica si avvia immediatamente all'insegna di avvincenti, e
ancora molto attuali problemi di metodo. Superando lo
strutturalismo scolastico, che si limita allo smontaggio di
un testo partendo dal presupposto che esso costituisca
sempre una totalità chiusa e sufficiente a se stessa,
Barthes in questo saggio intende invece valutare la
pluralità di cui è fatto il testo, lo spessore dei codici
che lo attraversano, partendo dall'articolazione delle "voci"
di cui è tessuto: l'azione, la verità, la scienza, la
persona, il simbolo. Luogo a cui si accede da più entrate,
il testo chiede così la collaborazione attiva del lettore,
che non è più soltanto consumatore ma produttore di ciò che
legge. Questa ipotesi, e l'immagine "frammentaria" della
nebulosa, del labirinto che avvolge i personaggi e il
discorso narrativo, complici gli uni dell'altro, fanno
intravvedere i temi che Barthes tratterà nel Piacere del
testo (1973) e nei Frammenti di un discorso amoroso (1977),
esprimendo ancor più in profondo i "turbamenti" della
rappresentazione, i segni della "differenza", la crisi di un
ordine.
Miti d'oggi