Archetipo
Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung
si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa
parte dell'inconscio collettivo e si manifesta in simboli
presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica.
L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali
dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita.
Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo,
ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini
simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica:
sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti
dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e
nella religione.
Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di
base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi
sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona,
l’Anima, l’Animus e il Sé.
L’archetipo della Madre si riferisce a una immagine della
figura materna a cui la madre reale viene assimilata nella
psiche individuale. Tale archetipo viene proiettato sulla
madre concreta, attribuendole potenza e fascino. Il
prototipo di madre ereditato dal bambino influenza in
maniera determinante l’idea che egli si formerà della
propria madre. L’immagine primordiale della madre si
manifesta sotto molte forme, ad esempio la “vecchia saggia”
o la “dea della fecondità”, nel suo lato positivo, la
“strega” o la “madre terribile” in quello negativo. Come
tutti gli archetipi, infatti, la Madre presenta aspetti di
luce e di ombra.
L’archetipo del Senex (in latino “vecchio”) racchiude, nel
lato positivo, caratteristiche psicologiche come stabilità,
maturità, saggezza, senso di responsabilità; in senso
negativo si riferisce ad atteggiamenti derivanti da
eccessivo tradizionalismo, dispotismo, cinismo e mancanza di
fantasia.
L’archetipo del Puer Aeternus (in latino “fanciullo eterno,
divino”) deriva da un dio dell’antichità, successivamente
identificato con Dioniso e con Eros. È il dio della
giovinezza, della vita, della resurrezione dopo la morte,
del rinnovamento. Nella psicologia analitica junghiana
questa definizione viene attribuita a una personalità
maschile che, in età adulta, ha ancora le caratteristiche
dell’adolescenza e una dipendenza troppo forte dalla madre.
Si manifesta, nel lato negativo, come rifiuto di assumere
responsabilità, in quello positivo, invece, risveglia le
risorse creative e le capacità di rinnovamento della psiche.
L’archetipo dell’Ombra rappresenta una parte inconscia della
personalità, contraddistinta da inclinazioni e comportamenti
(sia negativi che positivi) rimossi dall’Io cosciente. Nei
sogni compare sotto forma di una persona dello stesso sesso
del sognatore. Il riconoscimento della propria Ombra,
generalmente, implica una crescita nel processo di
evoluzione psicologica.
L’archetipo della Persona (in latino “maschera dell’attore”)
esprime il ruolo sociale, derivante dalle aspettative della
società e dell’educazione. L’Io equilibrato è in rapporto
con il mondo attraverso una Persona adattabile.
L’identificazione con la Persona, cioè con il proprio ruolo
sociale, è in contrasto con lo sviluppo psicologico.
L’archetipo dell’Anima (in latino “anima”) denota la parte
inconscia femminile della personalità dell’uomo. Nei sogni è
rappresentata da immagini di donne di vario genere: dalla
seduttrice alla guida spirituale. L’Anima rappresenta la
funzione relazionale (eros), quindi la sua evoluzione
nell’uomo si manifesta nel modo di rapportarsi alle donne.
L’identificazione con l’Anima può avere come conseguenza
l’emergere di tratti psicologici come volubilità,
eccitabilità, melanconia.
L’archetipo dell’Animus (in latino “spirito”) definisce
l’elemento maschile dell’inconscio femminile. Costituisce la
funzione razionale (logos) e compare nei sogni come figura
maschile. L’identificazione con l’Animus può manifestarsi
con caratteristiche di ostinazione, durezza, sfida, mentre
nell’aspetto più positivo mette in relazione la donna con le
energie creative dell’inconscio.
Il Sé è l’archetipo dell’unità e della totalità della
psiche, sulla quale esercita un effetto ordinatore. Si
manifesta nelle visioni, nei sogni, nei miti e nelle fiabe
come “personalità di grado superiore”, ad esempio come
figura regale o eroica oppure, in forme astratte, come
cerchio, quadrato, mandala.
Inconscio
collettivo
Nella psicologia analitica di Carl Gustav Jung, parte
dell'inconscio che comprende le esperienze di tutte le
generazioni passate, a partire dai primordi dell'umanità.
Ogni persona, attraverso l’inconscio collettivo, è riportata
alle possibilità ereditarie della psiche, comprese quelle
inerenti alle origini animali.
L’inconscio collettivo è impersonale e universale, è
pressoché invariabile e regolare, si esprime nel linguaggio
del mito e della psicologia arcaica, e ha fondamento nel
corpo. È composto da due versanti: quello degli istinti e
quello degli archetipi. Gli istinti sono descritti da Jung
come modi tipici dell’agire, in quanto spingono l’uomo a un
comportamento umano. Gli archetipi sono definiti modi tipici
della comprensione e percezione umana e dell’adattamento
all’ambiente.
Si possono ritrovare le manifestazioni dell'inconscio
collettivo nella storia e nella cultura dei diversi popoli
e, in particolare, nei simboli che popolano i sogni, nelle
allucinazioni degli psicotici, nei miti e nei riti delle
religioni, e nelle opere d'arte. Jung definisce l’inconscio
collettivo un mondo d’immagini.