PENSIERO FILOSOFICO - LIBRI CONSIGLIATI

    

Dionigi Tettamanzi - Bioetica


"IL MODELLO ETICO CHE NOI PONIAMO ALLA BASE DELLA BIOETICA, E' QUELLO PERSONALISTA, IL SOLO CHE PROMUOVE L'AUTENTICO BENE DELL'UOMO, IN QUANTO PERSONA CREATA O A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI DIO".

CLONAZIONE, FECONDAZIONE ASSISTITA, ABORTO, TRAPIANTI D'ORGANO, EUTANASIA.. DIONIGI TETTAMANZI, CARDINALE, ARCIVESCOVO DI MILANO, AFFRONTA LE QUESTIONI PIU' URGENTI IN AMBITO DI BIOETICA CHIARENDONE I FONDAMENTI TEORETICI E ILLUSTRANDONE LE CONSEGUENZE SULLA VITA DI OGNI UOMO
 

Indice - Sommario

PARTE PRIMA

I fondamenti

PARTE SECONDA

La vita che nasce

PARTE TERZA

Il divenire della vita

PARTE QUARTA

La vita che volge al termine

APPENDICI

Prefazione / Introduzione

Anni prima di divenire cardinale John Henry Newman (1801-1890) rivolgeva, in qualità di rettore, un accorato discorso agli studenti di Medicina dell'Università cattolica, da lui fondata a Dublino futuro porporato intendeva esporre quale fosse il principale dovere della professione medica nei confronti della religione.
Egli affermava che la medicina, come ogni professione umana, ha un preciso campo, un determinato scopo, e anche un... pericolo.
Il campo della medicina è la stessa natura fisica dell'uomo, suo fine la conservazione di tale natura nello stato che le è proprio ed, eventualmente, la sua reintegrazione quando l' ha perduto.
La medicina si limita alla salute del corpo, ne accerta le condizioni di salute, analizza le cause del malessere, cerca i mezzi per la cura. Tuttavia, la salute fisica non è il solo scopo dell'uomo e la scienza medica non è l'unica capace di comprendere chi sia l'uomo, perchè l'uomo è ancora altro. A questo riguardo Newman ricordava in che cosa consista il pericolo della professione medica, l'autentica tentazione della ricerca scientifica: ritenere che quanto essa va determinando e precisando sia tutto l'uomo e quanto essa ritiene di poter fare sia il bene per l'uomo.
Ascoltiamo quanto egli affermava: "Qui ci stiamo avvicinando a quella che ritengo la specifica tentazione, lo specifico rischio cui è esposta la professione medica: è un certo sofisma dell'intelletto, fondato sulla massima implicitamente ammessa, anche quando non se ne parla o non la si riconosce: "Ciò che è vero è lecito". Non è così. Osservate, il sofisma consiste in questo: ciò che è vero in una scienza è per noi di rigore conformemente a tale scienza, ma non secondo un'altra o in altro campo. Ciò che è certo nell'arte militare - continuava Newman - vale nell'ambito di questa, ma non in politica; e se la politica è un settore d'azione più ampio della guerra e impone il contrario, questa non ha nessun diritto a essere accolta e obbedita. Così ciò che è vero nella scienza medica potrebbe venire in ogni caso tradotto nei fatti, se l'uomo fosse soltanto un animale, un bruto senz'anima; ma dato che è un essere razionale e responsabile, una cosa può continuare a valere per la medicina, eppure essere illecita di fatto, a causa del fatto che le leggi più alte della morale e della religione portano a qualche conclusione diversa".
Le parole di Newman sono di un'attualità straordinaria, perchè egli con estrema semplicità ha posto in luce il valore della scienza medica e il suo ambito. Essa non è un assoluto, perchè ha una visione parziale dell'uomo; ciò non significa disprezzarla, ma ricordare che l'uomo non viene adeguatamente compreso e spiegato se lo si considera semplice materiale biologico. Al contrario, la fede cristiana ha sempre ricordato che l'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio è corpore et anima unus, insieme elemento corporale e spirituale.


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