Ernst Hans
Gombrich
(Vienna 1909 – Londra 2001)
Storico dell'arte austriaco. Studiò all'Università di
Vienna, dove completò la propria formazione nel 1933 con una
tesi su Giulio Romano. Collaborò con Ernst Kris alle
ricerche sulla psicologia dell’arte, prima di trasferirsi in
Gran Bretagna nel 1936, in seguito all'ascesa del nazismo.
Nella capitale britannica conobbe Fritz Saxl e altri allievi
di Aby Warburg, fondatore dell’Istituto di ricerca comparata
per la storiografia e le metodologia dell’arte. Gombrich partecipò assiduamente all’attività
dell’istituto, divenendone direttore tra il 1959 e il 1974.
Insegnò inoltre storia dell’arte a Oxford e storia della
tradizione classica a Londra (dal 1959 al 1974).
L'opera di Gombrich testimonia la straordinaria ampiezza
delle sue conoscenze, che spaziano dalla psicologia
all’epistemologia, dalla psicoanalisi alle scienze sociali,
alla storia e alla critica dell'arte; molto importante fu ad
esempio il suo interesse per le teorie della percezione, da
cui trasse spunti per lo studio della fruizione dell’arte. I
suoi libri diedero un nuovo orientamento all’iconologia,
proponendo un approccio all’opera d’arte che concilia
considerazioni di ordine storico e filosofico con un’attenta
analisi delle caratteristiche proprie del linguaggio
artistico, fatto di simboli, convenzioni e scarti creativi.
Fondamentale è quindi per Gombrich il dialogo tra storici
dell'arte e studiosi di altre discipline: questa visione
interdisciplinare è illustrata in libri come
Arte e
illusione. Studio sulla psicologia della rappresentazione
pittorica (1960, edizione italiana 1965), A cavallo di un
manico di scopa (1963, edizione italiana 1971), Norma e
forma (1966, edizione italiana 1973), Ideali e idoli (1979,
edizione italiana 1986), Il senso dell'ordine (1979,
edizione italiana 1984), e L'immagine e l'occhio (1982,
edizione italiana 1985).
Studioso tenace di ogni epoca della storia dell’arte,
compreso il magmatico panorama contemporaneo, Gombrich
predilesse tuttavia l’arte italiana del Rinascimento, alla
quale dedicò saggi specialistici come L'eredità di Apelle
(1986). Opera di alta divulgazione fu invece
La storia
dell'arte raccontata da Ernst H. Gombrich (1950, edizione
italiana 1966), che conobbe ampio e duraturo successo.
A cavallo di
un manico di scopa
"A cavallo di un manico di scopa" raccoglie alcuni dei saggi
più noti e apprezzati di Ernst H. Gombrich. Attraverso un
percorso teorico che parte dall'analisi delle radici della
forma artistica e dallo studio dei meccanismi della
percezione visiva per poi toccare argomenti come la natura
morta, le immagine satiriche e la storia sociale dell'arte,
Gombrich accompagna il lettore nella comprensione di
problemi chiave della storia dell'arte del suo tempo, in
particolare il tema dell'espressione e quello
dell'astrazione.