Esponente della "scuola austriaca" di economia, Friedrich
August von Hayek fu insignito del premio Nobel per
l'economia nel 1974. Strenuo oppositore di ogni intervento
statale in ambito economico, sviluppò teorie pionieristiche
riguardanti la moneta e le fluttuazioni economiche.
Friedrich August von Hayek (Vienna 1899 – Friburgo in
Brisgovia 1992)
Economista britannico di origine austriaca. Dopo aver
conseguito nel 1927 il dottorato presso l’Università di
Vienna, trascorse alcuni anni lavorando nella pubblica
amministrazione. Intraprese quindi la carriera accademica
come docente di economia e statistica all’Università di
Londra, dove rimase dal 1931 al 1950. Acquisita la
nazionalità britannica nel 1938, dal 1950 al 1962 fu docente
di economia all’Università di Chicago.
Sostenitore dell’economia di mercato, Von Hayek si conquistò
una considerevole notorietà con la pubblicazione del saggio
La via della servitù (1944), in cui sosteneva che i governi
non dovrebbero esercitare misure di controllo
sull’inflazione o su altri parametri economici, limitandosi
a porre un vincolo all’offerta di moneta. Mel 1962 fu
nominato professore di economia all’Università di Friburgo
in Brisgovia; tornato in Austria nel 1969, divenne visiting
professor all’Università di Salisburgo. Nel 1974 condivise,
con l’economista svedese Gunnar Myrdal, il premio Nobel per
l’economia per il “lavoro pionieristico sulla teoria della
moneta e sulle fluttuazioni economiche e per l’analisi
dell’interdipendenza dei fenomeni economici, sociali e
istituzionali”.
Hayek integrò la teoria “austriaca” del capitale di Eugen
von Böhm-Bawerk con la teoria monetaria, pervenendo a una
complessa spiegazione del ciclo economico: poiché durante le
espansioni i salari reali (ossia i salari misurati dal loro
potere d’acquisto) diminuiscono per effetto dell’aumento dei
prezzi, le imprese sono indotte a impiegare una maggior
quantità di lavoro e ridurre l’intensità del capitale, con
la conseguenza che il periodo di produzione si abbrevia;
nella fase discendente del ciclo, viceversa, i salari reali
aumentano e le imprese sono indotte a investire di più in
capitale; poiché, inoltre, la lunghezza del periodo di
produzione varia inversamente al tasso d’interesse (il cui
rialzo disincentiva l’investimento di capitale, e
viceversa), la politica monetaria, influendo sul tasso
d’interesse, può servire da strumento di regolazione del
ciclo.
Tra le opere di Von Hayek tradotte in italiano si ricordano:
Teoria monetaria e ciclo economico (edizione originale
1929), Prezzi e produzione (1931), Teoria pura del capitale
(1941), La via della servitù (1944), Individualismo e ordine
economico (1949), La controrivoluzione della scienza (1952),
La costituzione della libertà (1960), Studi di filosofia,
politica ed economia (1967), La denazionalizzazione della
moneta (1976).
È
considerato uno dei maggiori avversari delle
politiche interventiste classiche del pensiero di
John Maynard Keynes, nonché uno dei più importanti
difensori delle teorie liberali del XX secolo.
Hayek tornò alla ribalta tra gli anni ottanta e
novanta con l'ascesa al governo degli Stati Uniti e
del Regno Unito di partiti di ispirazione
conservatrice. Il Primo Ministro britannico in
carica dal 1979 al 1990, Margaret Thatcher, dichiarò
più volte di avere in Hayek il suo punto di
riferimento filosofico. La Thatcher, dopo aver vinto
le elezioni del 1979, decise di nominare Segretario
di Stato per l'industria Keith Joseph, ovvero il
presidente dell'Hayekian Centre for Policy Studies.
Lo stesso fece Ronald Reagan, il quale scelse
diversi economisti hayekiani tra i suoi consiglieri
economici. |
L'abuso della ragione
Hajek combatteva una strenua battaglia contro lo scientismo.
Lo considerò come la pretesa di applicare il metodo delle
scienze naturali anche alla sfera delle scienze sociali e ne
rintracciò le origini nei lavori di
Comte e Saint-Simon,
quindi nel
Positivismo.
Tutti questi studi andarono a finire nel volume L'abuso
della ragione. Studi sulla controrivoluzione nella scienza,
edito poi da Vallecchi nel 1987.