PENSIERO FILOSOFICO - LIBRI CONSIGLIATI

    

Georges Bataille - Storia dell'occhio


Pietra angolare dell'interpetazione batailliana della storia e della società, l'erotismo fu anche al centro della produzione romanzesca dello scrittore francese: un erotismo mischiato alla sordidità, all'abiezione e all'orrore, spinto fino al punto in cui il disgusto e la voluttà si ricongiungono e si annichilano, permettendo all'uomo di superare la repulsione di sé e di liberarsi delle rappresentazioni illusorie o idealizzanti della natura umana.

Georges Bataille (Billom, Clermont-Ferrand 1897 - Parigi 1962)


Scrittore, poeta e pensatore francese. Prendendo spunto dalle tesi di Hegel, Bataille asserì che l'uomo, nonostante le leggi con cui organizza la sua vita, rimane ossessionato dalla natura e se ne stacca a gran fatica (Lascaux, ou la Naissance de l'art, 1955); questo attaccamento primordiale si manifesta nei confronti della morte e della sessualità, due fattori di disordine rispetto alla vita sociale e per i quali esistono tabù e divieti. Questi ultimi alimentano però il desiderio di trasgressione (L'erotismo, 1957), che un tempo si esprimeva nella festa, il sacrificio o l'orgia, ma che la società moderna, sotto la spinta del cristianesimo, proibisce, isolando i ribelli quali Gilles de Rais o il marchese de Sade (La parte maledetta, 1947). Attraverso una meditazione che si avvicina all'ascesi e all'estasi mistica, e senza ricorrere a pratiche esoteriche o a sostanze artificiali quali le droghe, è necessario dunque abbattere le barriere dell'ego per raggiungere uno stato d'illuminazione e una sorta di ipermorale al di là di ogni presupposto etico o religioso (L'Abate C., 1950; L'esperienza interiore, 1943; Il colpevole, 1944; Su Nietzsche, 1945).

Fondamento della sua interpretazione della storia e della società, come del suo senso mistico individuale, al centro dei racconti e romanzi di Bataille è un erotismo cupo (L'anno solare, 1927; Storia dell'occhio, 1928; Madame Edwarda, 1937; L'alleluia, 1947; L'azzurro del cielo, 1935, pubblicato nel 1957). Il suo stile, incline all'eccesso, è una provocazione violenta che rifiuta la facilità dell'estetismo (Odio della poesia, 1947; La letteratura e il Male, 1957). Spesso considerato uno scrittore 'maledetto', difficilmente classificabile in una corrente di pensiero per i suoi punti di vista sempre sconcertanti, scandalosi e contraddittori, Bataille ebbe un'influenza determinante sugli scrittori della sua epoca e degli anni successivi.

Storia dell'occhio





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