PENSIERO FILOSOFICO - LIBRI CONSIGLIATI

    

Giorgio Colli - La natura ama nascondersi


Giorgio Colli (Torino 1917 - Firenze 1979)

Storico della filosofia italiano. Docente di filosofia antica a Pisa dal 1948, è noto sia per le sue opere teoriche sia per il lavoro critico e filologico. In questo ambito i suoi lavori più importanti sono l'edizione, curata con Mazzino Montinari, delle opere complete di Friedrich Nietzsche e un'edizione completa dei testi degli antichi pensatori greci (La sapienza greca), rimasta incompiuta.

Sono da ricordare, inoltre, la cura dell'Organon di Aristotele e la traduzione della Critica della ragion pura di Immanuel Kant.

La sua opera teorica si fonda sull'assunto che la filosofia abbia raggiunto il culmine con i greci, della cui speculazione la filosofia moderna non rappresenterebbe altro che una pallida imitazione: la ragione dei moderni, fine a se stessa, non è altro che lo sbiadito riflesso dell'antico logos.

La natura ama nascondersi

Vi è un'impressionante costanza, dal primo all'ultimo passo, nel pensiero di Colli. In "La natura ama nascondersi", che è del 1948, vediamo tracciarsi con precisione i confini del terreno, filosofico e filologico, che Colli solcherà poi sino a La sapienza greca.

Il presupposto si manifesta subito, con bruschezza: ben poco di vitale è stato compreso sinora della Grecia, all'infuori di quanto hanno detto Nletzsche e Burckhardt». E, in particolare, per quanto riguarda la forma suprema della grecità, che è il pensiero, occorre inanzitutto sbarazzarsi «di quasi tutta la critica moderna, che interpreta i Presocratici secondo quanto crede di capire da Aristotele.

Così la prima parte di questo libro è dedicata ad una minuziosa disamina di quanto ci è giunto, attraverso Aristotele e Teofrasto dei primi sapienti della Grecia.

Nella visione di Colli, la filologia e la storia hanno un fine unico e comune: «la riduzione dei datii storici in espressioni dove, l'interiorità emotiva traspare evidente. Attraverso un'indagine armata di tutte le sottigliezze analitiche si deve giungere a far risuonare l'affinità interiore suscitata da un'espressione lontana».

Il fine rimane quello di cogliere i Presocratici attraverso le loro stesse parole. Nella parte centrale di questo libro, dedicata a Parmenide, Eraclito ed Empedocle, come nella parte centrale di tutta l'opera di Colli, questo tentativo si è manifestato in forma memorabile, sostenuto da una forza illuminante e tenace.

Indice - Sommario

La Grecia dei filosofi  -  Storicismo peripatetico  -  Aristotele e le origini della filosofia  -  Cronologia presocratica  -  Parmenide  -  Eraclito  -  Empedocle
Sulla composizione degli scritti di Platone  -  Spegnersi di un mondo  -  Indici

Prefazione / Introduzione

Bello, senza riserve, è l'amore della verità. Esso porta lontano, ed è difficile giungere al termine del cammino. Più difficile però è la via del ritorno, quando si vuol dire la verità. Voler mostrare la verità nuda è meno bello, poiché turba come una passione. Quasi tutti i cercatori di verità hanno sofferto di questa malattia, da tempo immemorabile.

Questo libro si propone di svelare la verità di uomini che al di là di tempi immemorabili hanno saputo nasconderla, resistendo all'insanza, e di mettere a nudo così tutta la verità. Il sacrilegio ha in se stesso la propria punizione, poiché la verità, in questa ebbra e palpitante dilacerazzione, si presenta disarmata, incapace a sostenersi ed a giustificarsi. L'empietà è però anche una purificazione. L'avvenire appare sgombro, non rimane che proteggere la verità, nasconderla di nuovo. In realtà proteggeremo così noi stessi; essa è intangibile nel profondo, e neppure le parole che scriviamo adesso le fanno male. La verità non è mai compromessa, tutto quanto si dice sul suo conto può essere falso ed illusorio.

Gli studi che seguono vogliono offrire un'interpretazione della filosofia greca, ed attraverso ad essa di tutta la grecità. Un'esposizione largamente accessibile avrebbe dovuto dare uno sviluppo troppo grande alla parte informativa. Abbiamo preferito abolire del tutto quest'ultima, dando all'opera una veste strettamente tecnica, e presupponendo quindi la conoscenza delle fonti e dei moderni studi storico-filologici generali nei vari campi della civiltà greca più antica.

Si troverà una certa sproporzione nell'ampiezza e nell'approfondimento scientifico dei vari argomenti. Ciò è stato determinato sia dalla necessità di trattare più diffusamente i problemi meno elaborati e meno studiati dalla critica, accennando per contro appena a molte questioni ormai sviscerate, quanto dalla nostra intenzione di alternare nel corso dell'indagine storica sguardi interpretativi sintetici, che considerano impliciti parecchi elementi taciuti, ad analisi filologiche dettagliattissime.

La disorganicità è soltanto apparente, poiché a nostro avviso entrambi gli aspetti sono indispensabili, proprio nella loro lo fusione, a costituire un'opera storica compiuta. Abbiamo così cercato di limitare la trattazione allo stretto contributo originale. Del pari al minimo indispensabile sono stati ridotti i riferimenti bibliografici. Assenti gli spunti polemici, fatta eccezione per quanto riguarda lo sviluppo di argomentazioni filologiche o d'impostazione di tesi storiche particolari, per la semplice ragione che secondo la nostra prospettiva, quale per l'appunto cercheremo di giustificare, ben poco di vitale è stato compreso sinora della Grecia, all'infuori di quanto hanno detto Nietzsche e Burckhardt.




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