James Hillman
(Atlantic City, New Jersey 1926), psicoanalista
statunitense.
Compiuti studi di filosofia a Parigi e Dublino, ha studiato
psicologia all’Università di Zurigo. Entrato a far parte
dell’Istituto di psicologia analitica C.G. Jung, lo ha
diretto tra il 1959 e il 1969.
Esponente tra i più originali della psicologia junghiana, è
autore di una critica radicale della psicoanalisi, che per
lui non deve restare confinata all’interno del rapporto
medico-paziente, ma diventare uno strumento di esplorazione
della natura umana e di comprensione del disagio dell’uomo
nella società. La scuola di pensiero di Hillman, definita
“psicologia archetipica”, mette al centro l’idea di “anima”,
contrapponendola a quello che viene ritenuto il Sé
eccessivamente monolitico e normativo della tradizione
junghiana e psicoanalitica in genere. Ciascuna anima,
secondo Hillman, possiede una sua specifica vocazione e un
suo destino innati (un “codice”), che è compito di ognuno
realizzare.
Tra le sue opere, Senex et Puer (1967), Il mito dell’analisi
(1972), Saggio su Pan (1972), Anima (1973-85), Re-visione
della psicologia (1975), Il sogno e il mondo infero (1979),
Animali del sogno (1982), Il codice dell’anima (1999), Un
terribile amore per la guerra (2004).
Il Codice dell'Anima
"Esiste
qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un
certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie -
anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o
irragionevoli?
Se esiste, è il 'daimon', il 'demone' che ciascuno di noi
riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di
Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde
dietro parole come ""vocazione"", ""chiamata"",
""carattere"". Se esiste, è la chiave per leggere il
""codice dell'anima"", quella sorta di linguaggio cifrato
che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo.
Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui
l'autore di saggi memorabili come ""Il mito dell'analisi"" e
""Re-visione della psicologia"", James Hillmann ha voluto
darci con questo libro le prove circostanziate
dell'esistenza e dei modi di operare del 'daimon'. E ha
scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di
impiegare come esempi non oscuri che ogni lettore conosce:
da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman
Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a
Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer.
Attraverso questa profusione di storie eloquenti e
paradigmatiche Hillmann è riuscito a farci capire che se la
psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte
più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio
perché aveva perso contatto con il 'daimon'.
E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo
compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento,
la nostra vita dipende."
James Hillman: Blu alchemico e unio mentalis