Ippocrate
Ippocrate,
vissuto in Grecia tra il V e il IV secolo a.C., è
universalmente considerato il padre della medicina. Negli
scritti di cui è ritenuto autore, riuniti nel Corpus
ippocratico, egli attribuisce le cause delle malattie a
fattori ambientali anziché a fenomeni soprannaturali, e
sottolinea l'importanza dei sintomi per la formulazione di
una diagnosi.
Democrito
Fondatore dell'atomismo,
Democrito ricondusse il
reale al movimento degli atomi nel vuoto, inteso come spazio
geometrico che assume i caratteri del non essere
parmenideo. Al fine di spiegare l'infinita
varietà dei fenomeni naturali e le loro trasformazioni,
secondo Democrito non è necessario postulare nessun altro
elemento. Eterni, indistruttibili, immutabili, gli atomi si
distinguono per forma, grandezza, ordine e posizione,
proprietà quantitative da cui dipendono gli aspetti
qualitativi delle cose.
Lettere sulla
follia di Democrito
Attraverso le Lettere è giunta fino a noi l’immagine di
Ippocrate come medico che disprezza la ricchezza e cerca la
verità. Il suo incontro con Democrito - il filosofo folle
che ride della stoltezza degli uomini e seziona animali
cercando le cause della follia - ha sollecitato la fantasia
di scrittori e artisti fino all’età moderna, fra cui Ficino,
Erasmo, Rabelais, Montaigne. Da queste lettere sono
germogliate l’Anatomia della malinconia di Robert Burton e
La storia degli Abderiti di Christoph Martin Wieland.
"... Tu ritieni che due siano le cause del mio riso, il bene
e il male. Ma io rido solo dell’uomo, pieno di stoltezza,
vuoto di azioni rette, infantile in tutte le sue
aspirazioni, che dura le peggiori fatiche per non ricavarne
alcun vantaggio, che con i suoi desideri smisurati percorre
la terra fino ai suoi confini e penetra nelle sue smisurate
cavità, fonde l’argento e l’oro e non smette di accumularne,
si affanna ad avere sempre di più per essere sempre più
piccolo ..."