Emmanuel
Lévinas (Kaunas, Lituania 1905 - Parigi 1995)
Filosofo
francese. Contribuì a rendere nota in Francia la
fenomenologia di
Edmund Husserl, e fu autore di un'etica
dell'alterità e di numerosi commentari al
Talmud. Nato da
una famiglia appartenente alla borghesia ebraica, compì gli
studi superiori in Lituania e in Russia, prima di
intraprendere lo studio della filosofia a Strasburgo, tra il
1923 e il 1930. A Friburgo nel 1928-1929 seguì i corsi di Husserl e di
Martin Heidegger; imprigionato in un lager
durante la seconda guerra mondiale, nel dopoguerra decise di
stabilirsi in Francia, dove insegnò filosofia.
Le tesi principali di Lévinas sono enunciate in Totalità e
infinito (1961), in cui è sviluppata la nozione della
presenza dell'Altro come esperienza fondamentale
simbolicamente annullata dalle filosofie della Totalità, che
riducono l'Altro al medesimo. Questa relazione
etica
condusse Lévinas a Dio, del quale si può trovare traccia sul
volto dell'Altro; pur senza essere un teologo, egli trovò
nell'ebraismo, religione a suo giudizio fondamentalmente
etica, una fonte di ispirazione per la sua riflessione
(Quattro letture talmudiche, 1968 e 1977). Secondo Lévinas,
le attività sociali, la scienza, la tecnica, in quanto si
prefiggono di venire in aiuto all'uomo, sono più 'religiose'
di qualsiasi forma di sacralità (Dal sacro al santo, 1977).
Difficile
libertà
L'opera tratta della ricerca di un'etica per un presente che
forse ha visto troppo: guerre mondiali, totalitarismi, campi
di sterminio, camere a gas, arsenali nucleari, terrorismo,
problemi sociali e del lavoro. Lévinas affonda le radici
nella tradizione ebraica e riporta al cuore di un'umanità
liberata dal peso della storia e della politica, attraverso
una diversa percezione del tempo. Il sistema di riferimento
della sfida etica, la conquista di una difficile libertà,
non avrà come punto di riferimento un sistema di valori
cristallizzato, ma la scoperta e l'incontro con l'altro da
sé.